
La “storia ufficiale” ha rimosso i fermenti che hanno agitato nei secoli le campagne. I contadini sono stati spesso attori di rivolte, sempre represse nel sangue, dal potere che si andava consolidando nelle città. Presupposto dello saggio è che la gente di campagna doveva saper usare armi, seppur rudimentali, per difendersi dai continui pericoli e anzi il loro possesso era ufficialmente riconosciuto. Le ribellioni non risultano essere semplicemente sporadiche agitazioni, ma più spesso si inseriscono nel processo di costruzione dello stato moderno con le questioni sugli interni rapporti sociali.
Tumulti rusticani
di artisti vari
Editrice Tabor
euro 4




