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Lunedì 18 maggio 2026

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Aggredirono il capotreno per il resto della multa: condannati

A Centallo avevano accettato di pagare il biglietto che non avevano e anche la multa, ma poco dopo passarono alle maniere forti

Cuneo

La Guida - Aggredirono il capotreno per il resto della multa: condannati

Si è concluso con una condanna a sei mesi di reclusione il processo per l’aggressione al capotreno in servizio sulla linea che da Fossano porta a Cuneo a carico di due cittadini nigeriani, F. J. di 31 anni e O. I. di 22. Il pomeriggio del 15 luglio 2021, mentre il treno stava per arrivare a Centallo, il capotreno stava eseguendo il controllo dei biglietti quando si imbatté nei due passeggeri che ne erano sprovvisti. In aula la vittima dell’aggressione aveva raccontato che uno dei due si offrì di pagare anche per l’amico e avrebbe anche chiesto con fare arrogante uno sconto: “Gli dissi che non era nelle mie facoltà e staccai i biglietti che, compresa la multa facevano 15 euro in tutto. L’uomo aveva una banconota da 50 euro ma io non avevo il resto e gli dissi che gli avrei lasciato un tagliando da esibire alla biglietteria di Cuneo con cui avrebbe avuto gli altri soldi di resto”. La spiegazione era semplice e dato che il treno aveva appena lasciato la stazione di Centallo, nel giro di pochi minuti i due avrebbero avuto il resto dei soldi spettanti. La situazione però, inspiegabilmente, degenerò. “Mi dissero che volevano subito i soldi, mi avevano bloccato il passaggio, mi spintonavano. Sono riuscito a scappare in fondo al treno e a rinchiudermi dentro il locale tecnico ma quelli battevano sulla porta a vetri, temevo potessero spaccare il vetro. Uno mi filmava anche, avevo paura che lo stesse facendo per potermi venire a cercare in seguito. Da lì chiamai la Polfer alla stazione di Cuneo”. Quando il treno arrivò in stazione salirono gli agenti della Polizia ma intanto i due erano scesi ed erano andati alla biglietteria a ritirare il resto dei soldi, esattamente come aveva spiegato loro il capotreno e come avrebbero potuto fare evitando di aggredirlo davanti agli altri passeggeri. Due di questi hanno infatti confermato lo svolgimento dei fatti così come raccontato dalla vittima, inducendo il pubblico ministero Alessandro Bombardiere a chiedere la condanna a sei mesi di reclusione. Di un esercizio arbitrario delle proprie ragioni aveva parlato il difensore dei due imputati che forse avevano reagito in modo eccessivo non avendo immediatamente compreso la spiegazione loro fornita dal capotreno. Al termine della discussione la giudice ha però emesso la sentenza di condanna e accogliendo la richiesta dell’accusa ha condannato i due uomini a sei mesi di reclusione.

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