L’appuntamento con il 1° Maggio, nell’edizione 2026 della festa dei lavoratori, a Cuneo vede collaborare i tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil in una manifestazione indetta congiuntamente, come negli anni scorsi. Per l’edizione 2026 il tema è quello del “Lavoro dignitoso”, che significa anzitutto sicuro ma anche adeguatamente pagato, proprio per essere davvero uno strumento di dignità delle persone. Il titolo dell’incontro è “Lavoro dignitoso. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” e l’appuntamento è alle 9.30 nella piazza dell’ex foro boario. Dopo gli interventi di delegati e delegate dalle diverse realtà del territorio, saranno i tre segretari generali provinciali a sottolineare i diversi aspetti del problema e le questioni aperte in Granda: Armando Dagna per la Uil, Enrico Solavagione per la Cisl e Piertomaso Bergesio per la Cgil. La festa sarà al monumento alla Resistenza, dalle 11 alle 24 con musica e tante proposte.
“Quest’anno il Primo Maggio provinciale di Cgil, Cil e Uil – scrivono in una nota congiunta le tre organizzazioni sindacali – verrà celebrato in piazza Foro Boario e avrà come titolo il Lavoro dignitoso: condizione essenziale per l’emancipazione sociale e culturale di cittadine e cittadini; diritto sancito dall’articolo 36 della Costituzione, disatteso per migliaia di persone che lavorano nel nostro territorio. La manifestazione rilancerà il ruolo fondamentale che la contrattazione nazionale, aziendale e territoriale può e deve avere per rispondere ai repentini e continui cambiamenti che stanno attraversando il mondo del lavoro, sospeso tra le contraddizioni e le criticità non risolte del presente e la sfida tecnologica di un futuro sempre più prossimo.Interverranno lavoratrici e lavoratori che racconteranno esperienze in cui la precarietà e la povertà salariale sono tratti distintivi e frequenti della nostra provincia e che evidenzieranno i problemi di un territorio a cui non mancano potenzialità economiche rilevanti ma difetta nel riconoscere professionalità, giusto lavoro e retribuzioni adeguate”.





