Continua a far discutere l’inaugurazione delle due targhe a Piozzo in ricordo dei caduti nelle due guerre mondiali, che ritraggono simboli e volti fascisti.
Dopo l’on. Gribaudo, è intervenuta l’Anpi con le parole del presidente provinciale Paolo Allemano: “Costruire una civiltà capace di comprendere, non di distruggere. Una citazione dall’intervento del sindaco di Piozzo in occasione della posa di due targhe a ricordo dei caduti del suo paese nelle due guerre mondiali, targhe in mezzo alle quali spicca la poesia di Ungaretti “Cessate di uccidere i morti”, un grido di dolore contro la violenza che persiste anche dopo la morte. Nobile azione e nobili sentimenti, ma desta sconcerto la presenza su una delle due targhe del volto del duce e del re e dell’aquila che artiglia il fascio littorio: o mandanti dell’azione di guerra che ha causato la morte degli uomini che si ricordano e un simbolo che perpetra l’immagine della violenza e della volontà di dominio. Chiediamo che si ponga rimedio rapidamente rimuovendo i simboli, in primis per il rispetto della comunità di Piozzo e dei suoi caduti. Crediamo che sia improcrastinabile una riflessione autentica sulle guerre di aggressione volute dal fascismo, guerre che tante vite hanno strappato alla loro terra”.
Non è da meno Avs Cuneo: “L’installazione a Piozzo di due targhe commemorative dedicate ai soldati della Prima e della Seconda Guerra Mondiale avrebbe potuto rappresentare un momento importante di memoria civile e comunitaria. Proprio per questo riteniamo grave e inaccettabile che una delle targhe riporti l’immagine di Benito Mussolini e il simbolo del fascio littorio. Ricordare i caduti e i reduci delle guerre significa restituire dignità alle persone, alle famiglie e alla storia di una comunità. Non può però trasformarsi in una legittimazione di simboli e figure del regime fascista. Il fascismo non è un dettaglio iconografico né un semplice elemento d’epoca: è stato un regime dittatoriale, responsabile della soppressione delle libertà democratiche, della persecuzione degli oppositori, delle leggi razziali, della guerra e di lutti profondissimi per il nostro Paese. La presenza del volto di Mussolini e del fascio littorio su una targa pubblica, collocata in un contesto commemorativo, rischia di produrre un messaggio ambiguo e offensivo nei confronti dei valori antifascisti su cui si fonda la Repubblica italiana. Esprimiamo quindi il nostro sdegno e chiediamo che l’amministrazione comunale chiarisca pubblicamente le ragioni di questa scelta, assumendosi la responsabilità politica e istituzionale di quanto avvenuto. Chiediamo inoltre che la targa venga rimossa in modo da escludere qualsiasi forma di celebrazione, normalizzazione o legittimazione del fascismo. La memoria storica è un dovere, ma deve essere esercitata con rigore, rispetto e consapevolezza. Onorare i caduti non significa esporre simboli di un regime che ha trascinato l’Italia nella guerra e nella dittatura. Significa, al contrario, riaffermare con forza i valori della libertà, della democrazia, della pace e dell’antifascismo. La memoria non può essere neutrale davanti al fascismo”.



