Nella mattinata di oggi (sabato 25 aprile) il comandante provinciale dei Carabinieri di Cuneo, colonnello Marco Piras, con il comandante della Compagnia di Mondovì e della locale Stazione, ha fatto visita al Maresciallo Capo Renato Quaglia, che proprio oggi compie 108 anni. In rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma, presso la residenza per anziani “Fondazione Opera Pia Garelli” di Garessio, il Colonnello Piras ha voluto rendere omaggio al Carabiniere più anziano d’Italia.
Renato Quaglia è nato nel 1918 a Cerrina Monferrato (nell’alessandrino) e si è arruolato a 19 anni nei Reali Carabinieri, nel 1937.
“Il Maresciallo Quaglia – viene sottolineato dall’Arma – incarna un secolo di storia nazionale. La sua carriera è stata segnata dai drammatici eventi del secondo conflitto mondiale: dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, fu inviato in Albania, dove combatté per sei mesi al fianco degli alpini della divisione “Julia” fino all’invasione italiana della Grecia. Il suo percorso di sacrificio è proseguito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando il suo battaglione cadde in un’imboscata tedesca a Nova Gradisca, in Croazia. Deportato in Germania, Quaglia fu internato nel campo di concentramento Stalag III-C, a circa 80 chilometri da Berlino. Durante i 25 mesi di prigionia, fu costretto al lavoro forzato in una fabbrica di munizioni per mitragliatrici antiaeree, fino alla liberazione avvenuta con l’arrivo delle truppe alleate. Congedatosi dall’Arma dopo circa 25 anni di onorato servizio, il Maresciallo non ha mai reciso il legame profondo con l’Istituzione, rimanendo una figura di riferimento per i colleghi delle sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Durante l’incontro il Maresciallo si è mostrato lucido e vivace nei ricordi. Alla presenza del Colonnello Piras, Quaglia si è alzato in piedi in segno di rispetto verso i superiori, testimoniando una disciplina ed un attaccamento ai valori dell’Arma rimasti immutati nel tempo”.
Il comandante provinciale dell’Arma ha consegnato al maresciallo un dono simbolico inviato direttamente dal comandante generale, a testimonianza del legame tra l’Arma e i suoi membri più anziani, custodi della memoria e dei valori del Paese.









