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Martedì 19 maggio 2026

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Scuola, da Cuneo un no deciso alla riforma degli istituti tecnici

Da un gruppo di docenti nasce la Rete cuneese degli istituti tecnici, che chiede al ministro Valditara un passo indietro sulle scelte fatte, per evitare la povertà educativa

Cuneo

La Guida - Scuola, da Cuneo un no deciso alla riforma degli istituti tecnici

La riforma degli istituti tecnici, approvata in queste settimane, non piace a chi vive il mondo della scuola proprio in quel settore, e da Cuneo arriva la richiesta di rivedere le linee dei provvedimenti ipotizzati: per questo è nata la “Rete cuneese degli istituti tecnici”, che si incontra venerdì 17 aprile alle 15 e ipotizza anche una manifestazione di protesta all’Ufficio scolastico provinciale; inoltre il gruppo ha preparato una lettera per il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, con un appello condiviso per la sospensione e la revisione della riforma degli istituti tecnici.
Per la Scuola pubblica: presidio di democrazia, crescita culturale e giustizia sociale
“Più forte che mai, torna al centro delle politiche nazionali il dibattito sull’istruzione – si legge nel documento di presentazione della Rete -. La riforma degli istituti tecnici crea preoccupazione tra il personale scolastico, non solo per i tagli consistenti sull’organico ma soprattutto perché si percepisce un progressivo indebolimento del ruolo della scuola pubblica come pilastro fondamentale della crescita della società: non si tratta soltanto di trasmissione di conoscenze, ma di un vero e proprio motore di sviluppo culturale, coesione sociale e costruzione della cittadinanza.
In questo contesto si è costituita la Rete Cuneese Istituti Tecnici, un’iniziativa che raccoglie i docenti con l’obiettivo di esprimere il proprio punto di vista:
la scuola rischia di trasformarsi in un luogo di addestramento alla produzione di prestazioni, focalizzato su risultati immediati e su contesti limitati: una scuola che forma esecutori…”
esiste, o dovrebbe esistere, una scuola pubblica, democratica e costituzionale, capace di integrare strumenti, linguaggi e obiettivi diversi in funzione della crescita della persona…
non si tratta di difendere il passato in modo nostalgico, ma di attualizzare i principi della scuola democratica in un contesto profondamente cambiato, senza rinunciare alla sua funzione fondamentale: formare individui liberi, critici e capaci di partecipare attivamente alla vita sociale…
La rete ha elaborato un appello che sarà inviato al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giovanni Valditara, chiedendo un confronto aperto sui contenuti delle modifiche proposte. Le iniziative non si fermano qui: è stata convocata un’assemblea on line per venerdì 17 aprile alle ore 15, per confrontarsi e condividere il contenuto dell’appello, con l’intento di promuovere una manifestazione prevista per il 21 aprile alle ore 14:30 davanti all’Ufficio Scolastico Territoriale di Cuneo.
La mobilitazione che nasce a Cuneo si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge diverse città italiane, dove stanno emergendo reti simili di insegnanti, famiglie e studenti, a Torino sarà il 20. Un movimento dal basso che rivendica con forza l’idea di una scuola pubblica democratica, capace di promuovere uguaglianza, senso critico e cittadinanza attiva.
In gioco non c’è soltanto il modello organizzativo della scuola, ma la visione stessa di società che si intende costruire, una società in cui l’istruzione rimanga un diritto universale e uno strumento di emancipazione, fondamentale tanto per lo sviluppo economico quanto per quello culturale del Paese”.
Di seguito, ecco l’appello a Valditara.

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