Accusata di aver sottratto 2.000 euro dall’alloggio dove sua madre aveva abitato con il secondo marito, F. F. è stata rinviata a giudizio con l’accusa di furto aggravato. I fatti risalgono al 10 novembre 2022 quando il signor I. E. M. si accorse dall’allarme del suo cellulare che qualcuno stava entrando nel suo appartamento: “Avevo messo la telecamera sul portone e vidi che la figlia della mia ex moglie stava entrando in casa mia con la chiave”. L’uomo lasciò subito il lavoro e si precipitò a casa dove c’era ancora la figliastra insieme a un’altra donna che lui non conosceva. “Appena mi hanno visto hanno lasciato due borsoni con abiti della mia ex moglie e sono scappate via. Avevo il cellulare in mano e le ho riprese mentre fuggivano. Poi mi sono accorto che la cassaforte che avevo sotto il letto era aperta e mancavano 2.000 euro. La figlia della mia ex moglie non aveva le chiavi di casa né della cassaforte, deve averle prese dalla madre. Non mi ha mai risarcito”. In aula la versione dell’uomo è stata confermata dalla vicina di casa che mentre l’uomo rientrava lo aveva invitato a prendere un caffè: “Però lui andava di fretta e mi ha detto che non poteva fermarsi. Poco dopo sono uscita di casa e l’ho visto mentre filmava due donne che fuggivano”. In aula ha deposto anche il brigadiere della Compagnia Carabinieri di Mondovì che era intervenuto nell’alloggio su chiamata della vittima del furto, il quale ha confermato la presenza di due borsoni a terra con effetti personali dell’ex moglie, ma nulla riguardo alla cassaforte sotto il letto. A conclusione dell’istruttoria il pubblico ministero ha ritenuto provate le accuse a carico della donna per la quale sono stati chiesti otto mesi di reclusione e 800 euro di multa. Ha concluso invece con una richiesta di assoluzione l’avvocata della donna per la quale l’istruttoria non aveva affatto dimostrato il reato di furto, sebbene la donna fosse stata vista fuggire dall’appartamento, ma dato che la seconda donna non era stata identificata non era possibile allo stato degli atti dimostrare come sarebbe stata aperta la cassaforte né chi delle due fosse stata a prelevarne il contenuto. Il processo è stato rinviato al 9 giugno per le repliche e la sentenza.




