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Domenica 10 maggio 2026

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A processo per minacce e lesioni una coppia di Chiusa Pesio

I due proprietari di un gatto aggredito da un cane finiscono a processo per minacce e lesioni alla padrona del cane

Chiusa Pesio

La Guida - A processo per minacce e lesioni una coppia di Chiusa Pesio

Era appena rientrata a casa e il cane le era scappato in cortile andando ad aggredire uno dei gatti dei vicini; lei lo inseguì e mentre cercava di riprenderlo venne morsa dal gatto a due dita. Uno spiacevole episodio, se non fosse che tra i vicini con una numerosa colonia felina a casa e la signora proprietaria di tre cani c’erano già state numerose discussioni in passato e la sera dell’8 febbraio 2024 gli animi si sarebbero accesi ancora di più, tanto da finire con una querela per lesioni e minacce sporta dalla signora a carico di L.M.D. e B.N., la coppia proprietaria del gatto ferito.

“Brutta vecchia se il gatto muore ti ammazzo, mi disse lui dandomi una spinta. Sono finita a terra; avevo da poco fatto un’operazione all’anca e piano piano sono riuscita a rialzarmi. Avevo paura e sono andata dai vicini che mi hanno medicata. Poi ho chiamato i miei figli e sono andata al pronto soccorso”, ha riferito alla giudice la donna, che ha aggiunto di aver già sporto una denuncia pochi mesi prima. Alla scena aveva assistito un altro vicino di casa della signora, che però, essendo separato dal cortile della donna da una siepe, ebbe solo modo di sentire l’alterco fra i tre. L’uomo ha confermato di aver sentito gli insulti e le minacce alla donna “brutta vecchia ti ammazzo l’ho sentito. C’erano voci maschili e femminili. L’alterco è durato qualche minuto, poi tutto è finito e sono rientrato a casa. Il giorno dopo ho saputo che la signora era caduta”.

Hanno negato qualsiasi tipo di aggressione e di minaccia i due imputati ascoltati dalla giudice prima di chiudere l’istruttoria, “era già successo altre volte perché la signora lasciava i suoi cani liberi di girare ovunque. Ce lo disse da subito, appena trasferiti, che avremmo dovuto tenere i gatti in casa perché altrimenti i suoi cani ce li avrebbero ammazzati”, ha raccontato l’uomo che ha confermato di averla insultata nella concitazione del momento ma di non aver mai pronunciato minacce e di non averla toccata. “Ero sceso scalzo e ho subito portato su il gatto che sembrava morto, poi sono sceso di nuovo per portare il telefono alla mia compagna che ha chiamato i carabinieri. In seguito è intervenuta anche l’Asl che le ha imposto di costruire un recinto”.

La donna ha confermato la dinamica descritta dal compagno dicendo che la donna si era appoggiata alla rete divisoria scivolando poi a terra da sola mentre teneva il cane al guinzaglio, “lo avevo detto che tutto questo si poteva evitare con un recinto e una museruola, che non era civile quella situazione. Ogni volta che dovevamo far curare i gatti aggrediti erano spese per noi. Le dissi che le avrei fatto pagare le spese mediche. Era una sofferenza per i nostri gatti che si poteva evitare con una museruola o con un corso cinofilo, ma lei diceva che ormai erano grandi ed erano abituati ad aggredire i gatti”. Dopo tre anni di liti la coppia si è infine trasferita in un’altra casa con la numerosa colonia felina, mentre il processo si concluderà nell’udienza del 21 aprile.

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