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Domenica 10 maggio 2026

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Il Pd chiama a raccolta per le “Dimissioni, quelle vere, di Chiorino”

Presidio per chiedere le dimissioni da assessore della orami ex ice presidente della Regione

Torino

La Guida - Il Pd chiama a raccolta per le “Dimissioni, quelle vere, di Chiorino”

Non sarà una giornata facile quella di domani, martedì 31 marzo, in consiglio regionale e fuori. Mentre l’ex vice presidente e assessora Elena Chiorino e il presidente Alberto Cirio dovranno spiegare la vicenda in cui Chiorino è coinvolta con il sottosegretario Delmatro e l’inchiesta su “Le 5 Forchette”, fuori dal consiglio alle 9,30 il Pd protesterà con un presidio.

“Non possiamo e non vogliamo restare a guardare mentre viene minata la credibilità delle nostre istituzioni” è il refrain del Partito Democratico che chiama tutti a raccolta.
“Dopo oltre una settimana di forti pressioni da parte nostra e di tutte le forze di opposizione, domani l’assessora Chiorino e il presidente Cirio saranno finalmente in Consiglio Regionale per l’informativa sui gravissimi fatti emersi dall’inchiesta “Le 5 Forchette”. Si discuterà anche una mozione con cui si impegna il presidente Cirio a ritirare le deleghe all’assessora Chiorino. Come ormai sapete, l’inchiesta ha svelato un intreccio inquietante: l’assessora Chiorino è stata coinvolta in una società di ristorazione insieme al consigliere regionale Davide Zappalà, al segretario provinciale di FDI di Biella e all’ex sottosegretario Andrea Delmastro.  Socia di maggioranza di questa azienda era la figlia di un prestanome del clan camorristico dei Senese. Di fronte a questo scandalo, Andrea Delmastro ha rassegnato le dimissioni dal governo nazionale, mentre Chiorino siede ancora in giunta. La domanda che porteremo con forza in aula e nelle strade è una sola: se Delmastro si è dimesso, perché Elena Chiorino siede ancora in Giunta come se nulla fosse?”. E continua “La politica deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità anche sul piano etico e dell’opportunità, soprattutto quando si parla di mafie. L’etica delle istituzioni non può essere un optional. Ne va del rispetto e della dignità di tutti i cittadini piemontesi. Se non sarà l’assessora a fare un doveroso passo indietro, dovrà essere il presidente Cirio a farsi carico della situazione e revocare tutte le deleghe, non solo l’incarico di vicepresidente”.

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