Nel 2019 il Bacino Imbrifero Montano del Po aveva deciso di concedere in comodato d’uso per i vent’anni a venire all’Unione del Monviso finalizzata il fabbricato di sua proprietà – un tempo ormai lontano usato come Convitto Alpino a disposizione di famiglie particolarmente disagiate – al cui interno realizzare una faraonica e certamente poco visibile (l’edificio sorge nella periferia sud del paese e non è certo di facile individuazione) “Porta di Valle”, in virtù di un finanziamento ottenuto per la sua realizzazione.
Poi, 6 anni dopo, con una nota datata giugno 2025, l’Unione faceva marcia indietro e comunicava l’intendimento – causa mancato utilizzo – di rinunciare a parte dei locali dell’immobile accantonando una volta per tutte la grandeur del progetto iniziale.
Una rinuncia di cui il Comune di Paesana approfittava prontamente, richiedendo al Bim la concessione in comodato d’uso del primo piano dell’edificio, avendo intenzione di “realizzare all’interno del medesimo alcuni locali con destinazione socio-assistenziale e sanitario (centro prelievi)” da mettere a disposizione dei donatori di sangue dell’Adas di Paesana e dell’alta Valle Po, al momento costretti ad utilizzare una sala della locale Scuola dell’Infanzia.
Nei giorni scorsi – dopo il parere favorevole del Bim alla concessione in uso al Comune di Paesana della porzione del fabbricato inutilizzata per le finalità da questi indicate, vale a dire un centro per le donazioni di sangue – grazie alla sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione per i Fondi di Sviluppo e Coesione – avvenuta a Cherasco – è arrivato il suggello mancante, sotto forma di 120.000 euro. Quanto basta per finanziare tutti i lavori in programma, che sono iniziati la settimana scorsa.



