La società Tettoia Vinaj srl è in liquidazione e quindi la strada del Comune per ottenere il rimborso dei canoni non pagati appare sempre più in salita, nonostante la sentenza che ha imposto al privato il pagamento di circa 336.000 euro oltre agli interessi per i canoni non pagati e l’indennità di occupazione. Per quanto riguarda invece gli oneri di urbanizzazione (311.000 euro), la richiesta di risarcimento era stato “stralciata” dal ricorso in Appello per un’eventuale successiva azione legale, ma in questo momento, sostanzialmente, una nuova azione legale comporterebbe ulteriori spese senza alcuna certezza di potersi rivalere sulla società ormai in liquidazione, amministrata da Dario Dalmasso.
Nel frattempo, un’altra società, in capo sempre allo stesso privato, continua invece ad avere in gestione l’ex infermeria della Caserma Cantore, con un canone di circa 1.000 euro al mese, da cui incassa gli affitti da Atl e dagli altri affittuari.
A riproporre la vicenda, di cui a lungo si è parlato negli anni scorsi, e a chiedere il conto della situazione dopo la sentenza d’appello dello scorso novembre che ha dato ragione al Comune, è stato Giancarlo Boselli, con un’interpellanza discussa martedì sera in consiglio comunale.
“Chiedo di sapere come ha agito il Comune e come ha eventualmente risposto la controparte”. Boselli ha ricordato l’assenza della fideiussione e le tappe della vicenda, che si protrae da oltre dieci anni, e inoltre ha rilanciato la richiesta di istituire una commissione temporanea speciale d’inchiesta per approfondire le tante cose che non sono chiare”.
Ugo Sturlese, che per primo aveva sollevato la vicenda, insieme a Giuseppe Lauria, ha sottolineato come “il ritorno periodico di queste questioni significa che la gestione di queste convenzione e contratti in alcuni casi porta a contenziosi che durano anni. Sono questioni che riguardano investimenti importanti e seri: Foro Boario è stato un investimento giusto, ma poi la gestione degli edificio è stata un problema. Sulle commissioni speciali ho una certa esperienza, e so che richiedono anche loro un certo numero di anni”.
In risposta, l’assessore Valter Fantino ha spiegato la situazione dal punto di vista legale, partendo dal fatto che la società Tettoia Vinaj srl risulta in liquidazione e che, essendo una società a responsabilità limitata non è possibile rivalersi direttamente sui beni dei soci.
“Il lavoro che si sta facendo è diretto a sapere quanto si potrà recuperare sulla somma legata ai canoni. Per gli oneri ci siamo invece riservati di proporre in futuro giudizio separato e autonomo per il risarcimento del danno conseguente al mancato pagamento”. Un’azione che però, ad oggi, di fatto è giudicata una spesa, senza alcuna possibilità concreta di ottenere un effettivo risarcimento.
Risposta che non ha soddisfatto Giancarlo Boselli: “La situazione che già ci aveva lasciato tante perplessità, ne lascia ancora più forti ed è un motivo in più per chiedere una commissione d’inchiesta. Il Comune ha in qualche modo rinunciato a chiedere i 311.000 euro degli oneri di urbanizzazione e ad oggi il privato non ci ha dato un euro”.
Dopo che il tribunale aveva imposto la restituzione dell’immobile al Comune, la struttura della Tettoia Vinaj è affidata in concessione dal 2024 all’Open Baladin (estraneo alla vicenda), che prima affittava dalla società Tettoia Vinaj srl, con un nuovo canone di 120.000 euro annui oltre Iva.




