Nuova vita per la chiesa di San Giovanni, grazie a risorse europee per la cultura: sabato 28 marzo alle 15 vengono presentati gli interventi di messa in sicurezza sismica dell’edificio sacro, realizzati con fondi assegnati dal ministero della Cultura e finanziati dall’Unione europea nell’ambito del programma NextGenerationEu. All’appuntamento, voluto dal Vescovo di Saluzzo monsignor Cristiano Bodo con la Soprintendente Belle Arti per Alessandria, Asti e Cuneo Lisa Accurti, intervengono Loredana Fracchia e Massimiliano Caldera (Soprintendenza); Paolo Bovo (direttore lavori), Maria Concetta Capua (Koinè) e Sonia Damiano (Ufficio beni culturali edilizia Diocesi Saluzzo).
I lavori di messa in sicurezza sismica della chiesa di San Giovanni, con finanziamento Ue nell’ordine di 1.725.000 euro, sono stati realizzati tra maggio e dicembre dello scorso anno.
“Dal 1° gennaio a oggi – si legge in una nota della Diocesi – con fondi diocesani si è dato corso a consolidamenti sul fronte est, integrazioni estetiche della cappella marchionale, pulizie straordinarie di chiesa e sacrestia, riallestimento del prezioso coro ligneo (già restaurato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, col sostegno di Fondazioni Cr Saluzzo e Torino) e del Cristo crocifisso (restaurato nel progetto “Chiese devozionali” della Conferenza Episcopale Piemonte), impianto di videosorveglianza”.
Progettisti e maestranze illustreranno le tappe dei lavori, impostati in lotti per garantire la continuità di fruizione della comunità parrocchiale e dei flussi turistici. All’interno, si è operato su alcune campate della navata centrale, la base della cella campanaria, porzioni delle campate laterali (cappelle del Rosario e dell’Addolorata) e sono stati completati gli interventi sui paramenti lapidei della cappella marchionale.
Per quanto riguarda gli esterni, l’azienda incaricata “Toselli Costruzioni di Toselli Domenico & Aurelio snc ha condotto tutte le operazioni strutturali mirate alla messa in sicurezza antisismica, lavorando sugli estradossi delle volte, sulla controfacciata, su tutto il perimetro murario”.
“Un esempio virtuoso – sottolinea la Diocesi – di cooperazione interistituzionale e di concorso di molteplici protagonisti nel garantire le risorse finanziarie necessarie a restituire ai fedeli e al pubblico un capolavoro della scultura e dell’architettura piemontese”.






