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Domenica 10 maggio 2026

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Anche due cuneesi nella mostra milanese “Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987”

Sono coinvolti con due interviste il Critico Roberto Baravalle e l'artista Guido Giordano

Milano

La Guida - Anche due cuneesi nella mostra milanese “Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987”

Oggi, martedì 17 marzo, a Milano, alle Stelline, viene inaugurata una mostra sui passaggi italiani di Andy Warhol. S’intitola“Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987”, allestita alla Galleria Crédit Agricole – Refettorio delle Stelline che sarà visitabile dal 20 marzo al 20 giugno.

L’esposizione raccoglie oltre cento tra opere e documenti, configurandosi come un vero e proprio memoir per immagini e racconti. Il progetto prende avvio dalle committenze di tre figure chiave del sistema dell’arte: Alexander Iolas, Lucio Amelio e Luciano Anselmino. Attraverso materiali d’archivio, fotografie, inviti e poster, la mostra delinea un itinerario che riecheggia la tradizione storica del viaggio in Italia tra Sette e Ottocento, ma in chiave novecentesca: non più il Grand Tour aristocratico, bensì un attraversamento mediatico e imprenditoriale, dove l’opera si intreccia con il mercato e con la costruzione dell’immagine pubblica.

Warhol a Torino ebbe rapporti con il gallerista Luciano Anselmino che gli ordinò la serie Ladies and Gentlemen, a Napoli ebbe rapporti con Lucio Amelio e la sua cerchia, da cui scaturiscono Vesuvi e terremoti e, infine, nel 1987, la mostra sull’ultima Cena, a Milano, promossa dal Credito Valtellinese. Anche Cuneo è coinvolta, o meglio due cuneesi. 

Il primo è Roberto Baravalle, storico e critico d’arte che all’epoca lavorava a Milano occupandosi di arte figurative, con importanti galleria d’arte a fianco di Philippe Daverio, e che contribruì proprio alla mostra del 1987, “The Last Supper” ciclo avviato a Milano nel 1986-87 su sollecitazione di Iolas, che trovò spazio espositivo in prossimità del refettorio di Santa Maria delle Grazie, dove è conservato il Cenacolo leonardesco. Warhol non si limita a una citazione postmoderna del capolavoro di Leonardo da Vinci: moltiplica l’immagine, la sovrappone a loghi commerciali, la deforma cromaticamente, la sottopone a una reiterazione quasi ossessiva. La mostra era promossa dall’allora Credito Valtellinese, che è stato a suo tempo assorbito dal Credit Agricole che firma il nuovo evento milanese. Nella foto  si vede un giovane Roberto Baravalle mentre conversa con Christopher Makos, mentre Andy Warhol, firma un catalogo. Oggi Baravalle è presente nel nuovo catalogo con un’intervista dedicata a quell’evento del 1987.

L’altro cuneese presente in catalogo, sempre con un’intervista, è l’artista Guido Giordano, grande amico del gallerista Luciano Anselmino, torinese che era sostenuto dai collezionisti torinesi, morì giovane e pochi sanno qualcosa di lui. Guido Giordano lo ricorda con una serie di episodi e caratteristiche. Anselmino valorizzò la produzione grafica e musicale di Warhol, con un’ampia selezione di copertine di LP realizzate tra gli anni Cinquanta e Ottanta e con i celebri ritratti queer della serie “Ladies and Gentlemen”, concepiti nella cosiddetta “Second Factory” di Union Square. Le serigrafie esposte, datate gennaio 1976, rimandano a una mostra italiana quando Anselmino trasferì il progetto nella propria galleria milanese, coinvolgendo Pier Paolo Pasolini nella redazione del catalogo. Un incontro emblematico tra due personalità diversissime, entrambe attente alla dimensione iconica e mediatica dell’immagine contemporanea.

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