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Lunedì 18 maggio 2026

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Torture in carcere a Cerialdo: quattro condanne e dieci a processo

L’inchiesta prese avvio proprio dalla denuncia dei cinque detenuti che nella notte fra il 20 e il 21 giugno del 2023 sarebbero stati picchiati da un gruppo di sei agenti fuori servizio

Cuneo

La Guida - Torture in carcere a Cerialdo: quattro condanne e dieci a processo

Entrerà nel vivo delle testimonianze il prossimo 2 ottobre il processo sulle presunte torture avvenute all’interno del carcere del Cerialdo tra al fine del 2021 e il giugno del 2023 e in cui sono imputati sei agenti della polizia penitenziaria e quattro fra operatori sanitari e personale del carcere, accusati a vario titolo dei reati di tortura, lesioni, falso e favoreggiamento ai danni di quattro detenuti costituiti in giudizio insieme ai garanti nazionale e regionale dei detenuti.
Altri quattro imputati di cui il pubblico ministero Mario Pesucci aveva chiesto il rinvio a giudizio hanno scelto il rito abbreviato che si è concluso lo scorso 16 febbraio con le condanne dell’ispettore di Polizia G.V. a 3 anni e 2 mesi, dei due agenti M.C. e M.V. ad 1 anno e del medico A.M. ad 1 anno e 4 mesi di reclusione.  Alle quattro parti civili erano stati liquidati 10 mila euro di risarcimento mentre era stata rigettata la richiesta simbolica di risarcimento avanzata dal garante regionale dei detenuti.
Inizialmente iscritti nel registro degli indagati, per altri 21 agenti era stato lo stesso pubblico ministero a chiedere l’archiviazione a conclusione delle indagini. Nell’udienza di questa mattina, mercoledì 11 marzo, accusa e difese hanno presentato le proprie liste testimoniali e il collegio dei giudici ha predisposto il calendario delle prossime tre udienze (2 e 16 ottobre e 20 novembre) in cui verranno ascoltati i testi dell’accusa, tra cui le quattro parti civili e il personale della Polizia Giudiziaria che ha svolto le indagini.
L’inchiesta prese avvio proprio dalla denuncia dei cinque detenuti che nella notte fra il 20 e il 21 giugno del 2023 sarebbero stati picchiati da un gruppo di sei agenti fuori servizio, all’interno della cella 417 del padiglione Gesso, come punizione per una protesta che i detenuti avevano messo in atto nel corso del pomeriggio in segno di solidarietà con un vicino di cella che invano aveva chiesto di essere trasferito in infermeria per un forte dolore alla gamba. Sarebbero stati picchiati sia all’interno della cella che successivamente, nella stanzetta accanto all’infermeria dove erano stati condotti e dove anche il detenuto malato, che nel frattempo era stato visitato dal medico, venne malmenato e poi rinchiuso nelle celle d’isolamento come tutti gli altri. Qui i cinque sarebbero rimasti tutta la notte fino a quando il giorno dopo non vennero presi in cura dai sanitari che riscontrarono su tutti plurimi traumi contusivi e lesioni con prognosi dai 7 ai 15 giorni.
All’aprile del 2022 risalirebbe invece l’episodio di lesioni ai danni di un detenuto che aveva chiesto di essere spostato di cella per poter osservare meglio il rito del Ramadan; l’uomo sarebbe stato colpito alla testa con un oggetto e poi lasciato in stato di incoscienza all’interno di una cella d’isolamento dove venne successivamente trovato dall’addetto alla vigilanza. In seguito al suo ricovero urgente in ospedale, all’uomo venne refertata una profonda ferita alla testa con prognosi di 30 giorni.
Un altro episodio di violenza ai danni dello stesso detenuto risaliva alla fine del 2021 quando il medico lo visitò riscontrando dei lividi e forti dolori nella zona lombare sinistra con prognosi di 4 giorni. Sempre alla fine del 2021 si sarebbe verificato l’episodio di violenza e lesioni ai danni di un detenuto che al rientro in carcere dopo un ricovero per la cura di lesioni autoinferte, sarebbe stato picchiato nel percorso tra il corridoio e la sezione d’isolamento dove era stato collocato.

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