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Domenica 10 maggio 2026

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Tragedia al bioparco di Caraglio, chiesti dalla Procura sei rinvii a giudizio

A conclusione delle indagini, sono sei gli indagati chiamati a rispondere a vario titolo del reato di omicidio colposo ai danni di Anisa Murati, la bambina morta annegata a 7 anni

Caraglio

La Guida - Tragedia al bioparco di Caraglio, chiesti dalla Procura sei rinvii a giudizio

Sono sei le richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura di Cuneo per la morte della piccola Anisa Murati, la bambina di 7 anni che annegò nel lago del Bioparco Acquaviva il 17 luglio 2024 mentre si trovava in gita con il gruppo dell’Estate ragazzi organizzato dalla parrocchia di Demonte. A conclusione delle indagini svolte dal pubblico ministero Alessia Rosati, sono sei gli indagati chiamati a rispondere a vario titolo del reato di omicidio colposo.  Tra di loro c’è il responsabile del bioparco a cui si contesta un numero insufficiente di bagnini a disposizione dei clienti presenti quel giorno, il parroco di Demonte che avrebbe inviato il gruppo con un numero insufficiente di animatori per un adeguato controllo dei bambini e con lui le due animatrici del gruppo estivo che secondo la Procura avrebbero sbagliato ad assegnare alla bambina un braccialetto arancione, fornito ai bambini che sapevano nuotare, piuttosto che verde destinato a quelli più piccoli che avrebbero dovuto entrare in acqua sotto vigilanza e con i braccioli; a loro è contestata una condotta omissiva di mancato controllo sulla balneazione dei bambini del centro estivo. La Procura ha chiamato a rispondere del reato di omicidio colposo anche l’ingegnere progettista e direttore dei lavori e il responsabile dell’ufficio tecnico dei lavori pubblici comunale in particolare per quanto riguarda la sottoscrizione del certificato di regolare esecuzione dei lavori che però risulterebbe essere diverso dal progetto esecutivo approvato, in riferimento soprattutto ad alcune misure di sicurezza come la recinzione delle sponde e l’accesso all’acqua solo attraverso i pontili muniti di scalette o la delimitazione con galleggianti delle aree del lago fruibili dalle persone che non sapevano nuotare, alte 1,10 cm, da quelle riservate ai nuotatori e profonde 3,75 cm; differenze di profondità che non sarebbero state segnalate da un’adeguata cartellonistica. Sulla richiesta dovrà ora esprimersi il Gip del tribunale.
Nessuno degli indagati ha nella giornata di lunedì ancora ricevuto notifiche in merito.

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