Ci sono piante che crescono in silenzio, protette dall’ombra dei boschi, capaci di fiorire con discrezione ma con una bellezza che toglie il fiato. È il caso del Limodoro (Limodorum abortivum), l’orchidea selvatica rara che vent’anni fa ha dato il nome e il simbolo a una delle realtà associative più vivaci della Valle Vermenagna.
Era l’8 marzo 2006 quando tredici cittadini di Robilante, tra cui Mario Dalmasso volontario nel sociale e per anni amministratore comunale, spinti dal desiderio di promuovere la bellezza del proprio territorio, firmarono l’atto di nascita dell’associazione. Da allora, la sede di Tetto Chiappello è diventata il punto di riferimento per chi crede che la cultura e la socialità siano i semi più preziosi da coltivare.
In questi due decenni, il Limodoro ha saputo tracciare un sentiero unico, unendo la curiosità scientifica alla passione per le radici locali. Le attività dell’associazione hanno toccato ogni corda della vita comunitaria: dalle serate letterarie agli incontri culturali, fino alle celebri escursioni alla scoperta delle “piccole meraviglie” di casa nostra.
Chi ha partecipato alle loro passeggiate sa che non si tratta solo di camminare: è un esercizio di osservazione. Si impara a riconoscere le erbe selvatiche, i funghi, i fiori e, naturalmente, le orchidee spontanee che occhieggiano tra i prati. È una riscoperta della biodiversità che spesso abbiamo sotto gli occhi ma che raramente sappiamo “leggere”.
Uno dei momenti più alti del percorso associativo è stato senza dubbio l’omaggio alla figura di Jors de Snive (Giorgio Bertaina, 1902-1976). Attraverso il filmato “Chi lascia una traccia non muore per davvero”, l’associazione ha saputo raccontare l’anima profonda della montagna occitana, celebrando lo scultore-contadino che ha saputo trasformare il legno in poesia. Un progetto che incarna perfettamente la missione del gruppo: custodire la memoria per dare valore al presente.
L’associazione non si è però mai fermata al passato. Con spirito ironico e inclusivo, negli ultimi anni ha lanciato iniziative capaci di coinvolgere giovani e meno giovani, come la fortunata Gara delle Zucche. Un evento che, tra competizione goliardica e orgoglio rurale, ha saputo rafforzare ulteriormente quel senso di appartenenza che è la vera linfa del Limodoro.
Il successo di questi vent’anni è il frutto di un lavoro di squadra. Molti presidenti si sono succeduti alla guida, e centinaia di soci hanno camminato insieme, portando ognuno il proprio tassello di entusiasmo. Ma il Limodoro non è un’isola: l’associazione ha sempre operato in sinergia con le realtà locali, dall’AVIS alla Pro Loco, dal Comune di Robilante fino ai sostenitori storici come la Banca di Caraglio, che ha creduto fin da subito nei progetti del gruppo
Vent’anni sono un traguardo che merita di essere festeggiato, ma per il Limodoro rappresentano soprattutto una nuova partenza. Con lo stesso spirito di curiosità e amicizia del 2006, l’associazione continua a guardare avanti, pronta a scoprire e condividere ancora tante “piccole meraviglie” nascoste nei nostri boschi e nella nostra cultura.
Per chi volesse ripercorrere la storia dell’associazione o restare aggiornato sulle prossime iniziative, è possibile consultare il sito ufficiale: www.limodoro.eu




