L’allestimento del cantiere in piazza Europa si è momentaneamente fermato, per motivi di sicurezza, vista la protesta in corso nella mattina di lunedì 23 febbraio, ma nel frattempo il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza di sospensiva d’urgenza dei lavori presentata dalle associazioni e dai cittadini che si battono per la difesa dei cedri e che avevano chiesto di fermare i lavori in attesa dell’udienza nel merito del loro ricorso prevista per il 5 marzo.
“Impregiudicata ogni valutazione in rito e nel merito da parte del Collegio sulla domanda cautelare”, il Consiglio di Stato ha “respinto l’istanza di misura cautelare monocratica” in quanto “non vi sono idonee ragioni per anticipare, in via monocratica, la tutela cautelare senza la fisiologica trattazione collegiale all’udienza camerale già fissata per il 5 marzo”. Il Consiglio di Stato respinge quindi la richiesta, ma di fatto rimanda tutto al 5 marzo, invitando le parti ad agire “nel rispetto della legge, assumendosi le conseguenti responsabilità”.
La decisione, si spiega nel dispositivo, è stata presa in quanto le misure cautelari sono prese esclusivamente in caso di “estrema gravità ed urgenza” e “considerato che le ragioni indicate da parte appellante con l’istanza depositata il 20 febbraio non consentono di ravvisare i presupposti per l’adozione delle chiesta misura monocratica perché le circostanze rappresentate prospettano in via del tutto eventuale l’abbattimento degli alberi” e “considerato che la decisione collegiale da parte del Consiglio di Stato avverrà all’udienza camerale già fissata per il 5 marzo, nei termini ristretti previsti dalla legge, e considerato che ciascuna parte ha sempre il dovere di agire nel rispetto della legge, assumendosi le conseguenti responsabilità. Considerato in definitiva che non vi sono idonee ragioni per anticipare, in via monocratica, la tutela cautelare senza la fisiologica trattazione collegiale all’udienza camerale già fissata per il 5 marzo”.





