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Martedì 10 marzo 2026

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15 specie diverse di volatili registrate nel Parco del Monviso

Il più presente è il germano reale, di cui sono stati avvistati 1.732 individui svernanti

Parco del Monviso

La Guida - 15 specie diverse di volatili registrate nel Parco del Monviso

L’ente di gestione delle Aree protette del Monviso anche quest’anno ha aderito al programma mondiale di censimento International Waterbird Census, che si svolge in 143 Paesi del mondo per raccogliere informazioni sul numero di uccelli acquatici nelle zone umide.

Guardiaparco in censimento

L’ente, che gestisce anche alcune riserve naturali lungo il fiume Po, ha contato 2.923 esemplari di volatili di 15 specie differenti: il più presente è il germano reale, segue l’alzavola. Poi ancora  folaga, moretta, canapiglia, cormorano e fischione; presenti anche alcuni esemplari di gabbiano reale mediterraneo, svasso maggiore, tuffetto, moriglione, piro piro culbianco, anatra mandarina, gallinella d’acqua e airone cenerino.

Tra le osservazioni effettuate spicca quella del moriglione, specie piuttosto rara e considerata vulnerabile, pertanto inserita nella Lista Rossa dell’Unione mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN): lo scorso anno ne era stato osservato un solo esemplare, mentre nel 2026 ne sono stati avvistati quattro. In ragione della sua vulnerabilità, e grazie ai anche dati ottenuti dal censimento IWC, il moriglione è stato recentemente messo al centro di un piano nazionale di gestione redatto da ISPRA, l’Istituto Superiore per la protezione e Ricerca Ambientale, e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Gli uccelli acquatici sono un elemento fondamentale delle zone umide. La loro presenza, il loro numero e le loro tendenze di frequentazione di un determinato sito possono dire molto sulla salute e sulla qualità di quegli ecosistemi.

Nella stagione fredda, laghi, stagni e corsi d’acqua si popolano di un gran numero di uccelli acquatici che diventano assai più numerosi rispetto a tutte le altre stagioni, grazie all’arrivo di individui nordici. Molti uccelli, e in particolare le anatre, fuggono dalle rigide temperature dei loro luoghi di riproduzione e trovano nelle nostre regioni luoghi più miti dove trascorrere l’inverno, per poi ripartire verso Nord non appena le condizioni climatiche diventano più favorevoli.

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