La consultazione per il referendum sulla giustizia si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo. La decisione è stata ufficializzata dal Consiglio dei ministri lunedì 12 gennaio. Gli elettori saranno chiamati a dire sì o no alla riforma della Giustizia firmata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e approvata dal Parlamento. A differenza del referendum abrogativo, il referendum confermativo non richiede il raggiungimento del quorum per essere valido: è cioè sufficiente la maggioranza relativa dei voti espressi.
La riforma interviene sul Titolo IV della Costituzione, introducendo una distinzione tra magistratura giudicante e requirente, ovvero tra giudici e pubblici ministeri.
Le date della consultazione sono state decise anche se è ancora in corso la raccolta firme indetta per un altro quesito referendario, sempre in materia di riforma della giustizia, promosso su iniziativa popolare (e diverso da quello promosso dai parlamentari). I promotori di questa raccolta firme hanno già annunciato l’intenzione di ricorrere al Tar per chiedere la sospensione degli effetti della delibera.
“Se il governo vorrà disattendere una costante prassi della storia repubblicana – ha detto il portavoce del comitato promotore della raccolta di firme popolari, Carlo Guglielmi – lo inviteremo a giustificarsi in tutte le sedi opportune. Nei quattro precedenti, il decreto di fissazione del Referendum è sempre stato emesso al termine dei tre mesi previsti per la raccolta firme”.





