La Guida - L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

Domenica 15 marzo 2026

Accedi a LaGuida.it per leggere il giornale completo.

Non hai un accesso? Abbonati facilmente qui.

Pretese denaro dall’ex dell’uomo a cui prestò soldi: condannato

Nel saluzzese, le richieste pressanti e minacciose, poi la denuncia e l'intervento dei Carabinieri: cinque anni e due mesi di reclusione per estorsione aggravata

Verzuolo

La Guida - Pretese denaro dall’ex dell’uomo a cui prestò soldi: condannato

Il debito lo aveva contratto l’ex fidanzato ma fu lei a ritrovarsi minacciata e pressata affinché quei soldi, circa 30.000 euro, venissero restituiti. Dopo circa un anno di versamenti, quando aveva ormai chiuso la propria attività e non riusciva più a far fronte a quelle continue richieste di denaro, lei decise di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare l’uomo che si era rivolto a lei per ottenere i soldi e che le avrebbe detto di “non farlo arrabbiare perché altrimenti sarebbe diventato cattivo”. I fatti risalgono al 2024 e l’arresto dell’uomo (D. D., rinviato a giudizio con l’accusa di estorsione) avvenne a dicembre in flagranza di reato: i Carabinieri lo fermarono appena uscito dall’ appartamento della madre della vittima con in tasca i 600 euro che gli erano appena stati versati. Lui disse che erano soldi prelevati al bancomat il giorno prima ma le banconote erano state segnate e l’uomo venne rinviato a giudizio. Il processo si è concluso nella mattinata di oggi (lunedì 5 gennaio) con la condanna dell’imputato a cinque anni e due mesi di reclusione, come richiesto dal pubblico ministero Attilio Offman nella sua requisitoria di qualche settimana fa. La vittima aveva riferito in aula che di quel debito non sapeva nulla ma che D. D. si sarebbe presentato da lei all’inizio del 2024 per pretendere la restituzione di 30.000 euro: “Mi disse che sapeva dove abitavo, sapeva che mio fratello aveva un macchina bella, di non farlo diventare cattivo perché lui aveva dei processi aperti”. Iniziarono così i pagamenti mensili: “Prima mille euro al mese, ma quando chiusi il negozio e non riuscivo più a sostenere quelle cifre, scese a 800 euro in due rate mensili, diceva che sotto quella cifra non si poteva”. A lui la donna diede anche parte dell’attrezzatura della propria attività ormai chiusa sperando che potesse contribuire a saldare il debito: “Lui diceva che teneva il conto ma non diceva mai quanto mi restava da pagare”. Dopo circa un anno la decisione di denunciare il fatto cui seguirono le indagini e l’arresto in flagranza.
Da parte sua l’uomo aveva raccontato al giudice che quei soldi erano stati un prestito alla coppia che voleva estendere l’attività dell’allora fidanzato nel settore delle corse dei rally: “Lui mi pagò la sua metà e mi disse che mi sarei dovuto rivolgere alla sua ex per avere l’altra metà dei soldi”. Una tesi, quella dell’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sostenuta dall’avvocato Botto difensore dell’uomo: “Ebbe un tono perentorio nel chiedere la restituzione del denaro perché sicuro delle proprie ragioni e non fu mai minaccioso”, aveva concluso l’avvocato.
Per il pubblico ministero però da nessun altro avrebbe potuto pretendere legittimamente la restituzione del denaro prestato se non dall’uomo a cui lo aveva dato, e cioè l’ex fidanzato, mentre quei soldi pretesi e ottenuti nel corso di quell’anno dalla vittima furono a tutti gli effetti un’estorsione aggravata, da punire con una condanna a cinque anni e due mesi di reclusione, una richiesta accolta integralmente dal giudice che ha disposto anche per l’imputato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La Guida - testata d’informazione in Cuneo e provincia

Direttore responsabile Massimiliano Cavallo / Editrice LGEditoriale s.r.l. / Concessionaria per la pubblicità Media L.G. s.r.l.

Sede legale: via Antonio Bono, 5 - 12100 Cuneo / 0171 447111 / info@laguida.it / C.F. e P.IVA: 03505070049
Aut. Tribunale di Cuneo del 31-05-1948 n.12. Iscrizione ROC n. 23765 del 26-08-2013

La Guida percepisce i contributi pubblici all’editoria previsti dalle leggi nazionali e regionali.
La Guida, tramite la Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Privacy Policy Amministrazione trasparente