Il tunnel di Tenda è tornato operativo alle 9 di questa mattina, dopo una chiusura precauzionale durata circa un’ora. L’intervento, coordinato dalle autorità francesi, ha visto l’impiego di elicottero ed esplosivi per il distacco preventivo di valanghe: un’operazione necessaria per mettere in sicurezza l’infrastruttura viaria. In quota, sul versante della Valle Roya, si erano infatti formati pericolosi accumuli nevosi e cornici instabili causate dalla forte attività eolica degli ultimi giorni.
Si tratta della seconda chiusura in un breve arco di tempo, un disservizio che riaccende il dibattito sulla mancanza di opere di difesa stabili, ormai indispensabili per la gestione di questo valico internazionale. L’imbocco del tunnel e il tratto della strada Dipartimentale restano infatti esposti a valanghe di grandi dimensioni, fenomeni che storicamente hanno già compromesso più volte la viabilità della zona.
Per far fronte a questa criticità, Anas ha stanziato 6 milioni di euro all’interno del nuovo progetto del Tenda, incaricando nel 2022 il geologo Andrea Valenti Arnaldi e l’impresa Edilmaco di studiare una soluzione definitiva. Il piano tecnico prevedeva l’installazione di reti modulari per uno sviluppo di circa 7 chilometri, con altezze variabili tra i 2 e i 3 metri. Tuttavia, a causa di divergenze tecniche e ambientali, il progetto non ha ottenuto la validazione da parte dei tecnici francesi ed è stato momentaneamente accantonato. Le nevicate consistenti della stagione in corso rinnovano l’urgenza di risolvere il nodo sicurezza per un’arteria strategica come quella del Tenda.
Il tunnel, la domenica e nei festivi, è aperto alla viabilità dalle 6 alle 23 e gli altri giorni dalle 6 alle 21 sino all’11 gennaio compreso.





