L’agente che stava concludendo il uso ultimo giro di ispezione vide un pallone da calcio volare dentro il cortile e subito dopo un uomo scavalcare il muro nella parte più bassa dove non era in funzione l’antiscavalcamento. “In 17 anni di servizio in carcere non ho mai visto una cosa del genere”, aveva riferito in aula l’agente che si recò subito nel cortile dove vide l’uomo con accanto tre palloni. “Mi disse che aveva perso i tre palloni e che era con sua zia, ma fuori non c’era nessuno e così l’ho accompagnato dentro per l’identificazione; aveva un atteggiamento sospetto, aveva gli auricolari e parlava al telefono con qualcuno”. E il nervosismo dell’uomo aveva una sua spiegazione: nel maneggiare i palloni gli agenti si accorsero che dentro nascondevano una “sorpresa”: “Erano cuciti bene ma quando li prendevi in mano facevano un rumore strano, li abbiamo aperti e dentro c’erano dei cellulari”, ha spiegato ancora l’agente di custodia.
Oltre ai cellulari i palloni contenevano schede telefoniche, ricariche e cavetti usb. Da quel cortile l’uomo avrebbe dovuto calciarli all’interno del campo sportivo adiacente; da lì i detenuti con il permesso di accesso a quell’area avrebbero poi dovuto portarli ai detenuti in regime di sorveglianza speciale. Successivamente venne anche trovata e identificata la zia dell’uomo mentre era in auto a Saluzzo.
A. M. e la zia G. T. sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di accesso indebito di dispositivi elettronici idonei alla comunicazione da parte di detenuti e a conclusione dell’istruttoria il pubblico ministero Annamaria Clemente ha chiesto la loro condanna a otto mesi di reclusione. Il difensore della donna ha contestato il suo effettivo coinvolgimento nella vicenda, mentre la difesa dell’uomo ha sottolineato il tentativo ma non l’idoneità di quel gesto a introdurre dei telefoni nel carcere, poiché da quel cortile l’uomo avrebbe dovuto calciare i palloni appesantiti dal contenuto al di là di una rete alta dodici metri. Il giudice ha però accolto la richiesta dell’accusa condannando entrambi gli imputati a cinque mesi di reclusione con pena sospesa.





