Nella seduta di lunedì 15 settembre, il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno relativo al nuovo Piano Socio-Sanitario regionale, proposto all’assemblea dal presidente Luca Robaldo.
L’iniziativa segue l’incontro, convocato nei giorni precedenti dai presidenti delle rappresentanze e delle conferenze dei sindaci di Asl Cn1, Asl Cn2 e ASO Cuneo, con la partecipazione anche dei rappresentanti dei Consorzi Socio-Assistenziali e del Presidente della Provincia. Le risultanze emerse dalla riunione sono state raccolte in un documento indirizzato alla Regione, che aveva dato disponibilità ad accogliere indicazioni dai territori entro il mese settembre. Con l’approvazione dell’Ordine del Giorno, il Consiglio Provinciale ha espresso condivisione rispetto alle osservazioni avanzate dai Sindaci e dai Consorzi e impegna il Presidente della Provincia a sostenerle nelle sedi competenti.
“Ringrazio i consiglieri per il dibattito costruttivo – ha detto Luca Robaldo – e ringrazio la Regione Piemonte per la disponibilità a questa ulteriore fase di confronto con il territorio, che segue quella già attivata nel periodo precedente l’adozione del Piano. Il dialogo che nei giorni scorsi ha coinvolto tutte le parti interessate e l’appoggio del Consiglio Provinciale sono, ancora una volta, dimostrazione di come la Granda sia capace di lavorare insieme ed essere unita sulle questioni territoriali”.
La Nostra Provincia: “Robaldo e la sua maggioranza ideologici su pace e sanità”
Bocciato invece l’ordine del giorno presentato dal gruppo La Nostra Provincia che conteneva un’analisi critica al Piano Socio-Sanitario regionale. “Siamo di fronte a un paradosso – commentano i consiglieri provinciali Alberto Gatto, Stefania D’Ulisse, Loris Emanuel e Davide Sannazzaro –: da un lato si approva un documento che riporta le critiche degli amministratori locali, dall’altro si boccia la nostra proposta che quelle stesse criticità le raccoglieva in modo serio e puntuale. Questo dimostra che la maggioranza che governa la Provincia non legge i documenti oppure è sempre più intrappolata dall’ideologia e incapace di discutere nel merito delle proposte”.






