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Lunedì 22 luglio 2024

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Un reportage dentro il caporalato, i diritti calpestati ma anche le speranze

Un'attualità spiazzante dopo l'incresciosa vicenda di Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni deceduto dopo l'incidente sul lavoro a Latina

La Guida - Un reportage dentro il caporalato, i diritti calpestati ma anche le speranze

Il sottotitolo racconta molto del libro che è di un’attualità spiazzante dopo l’incresciosa vicenda di Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni deceduto il 19 giugno scorso dopo essere rimasto vittima, nei giorni precedenti, di un incidente sul lavoro a Latina, una vicenda indecente per un paese che si dice civile. Il sottotitolo recita “Caporalato, diritti negati e speranze in uno dei ghetti più grandi d’Europa”.
È uno straordinatio reportage del giornalista e scrittore Luca Maria Pernice sul ghetto pugliese di Borgo Mezzanone, tra Foggia e Manfredonia, in cui vivono circa duemila braccianti, soprattutto nordafricani. Un reportage spesso crudo, mai romanzato, di un giornalista che è entrato nel ghetto pugliese e ha registrato e visto le disastrose condizioni di vita nella baraccopoli e ha parlato con alcuni migranti che lì vivobno e lavorano sfruttati. Tante le storie che si sono incrociate, tanti i racconti e i ricordi: i Paesi di origine, la disumana povertà e le guerre; il duro lavoro nei campi, spesso fatto di dodici ore al giorno, per pochi euro l’ora; i molti sogni infranti. Sono storie di donne e uomini, schiavi del XXI secolo, vittime del traffico di esseri umani, di meccanismi di oppressione ed emarginazione, del sistema del caporalato che calpesta i loro diritti.

“Diciamolo chiaramente: situazioni come quelle descritte in questo libro sono possibili perché, a più di settantacinque anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, ci sono ancora vite che valgono meno di altre. Ci sono ancora persone considerate meno umane di noi. Questo si chiama razzismo, un male che ci illudevamo di esserci lasciati alle spalle dopo i drammi del colonialismo, dello schiavismo e della Shoah, e che invece tuttora serpeggia nella nostra società, determinando comportamenti individuali e anche scelte politiche indegni di un Paese civile”. Così scrive don Luigi Ciotti nella  prefazione del ibro.

Poi da attiviswta dle mondo del volontariato Pernice sa anche raccontare altro non solo il dolore perché c’è la speranza di libertà, c’è l’incontro con molte persone che cercano di alleviare sofferenze e di resitituire dignità agli sfruttati dal nostro bisogno sfrenato di benessere che passa sopra tutto. Insomma una denuncia forte le pagine di Pernice ma anche una speranzagrazie al contributo della società civile e alla presa di coscienza di ogni singolo cittadino.

Schiavi d’Italia
Luca Maria Pernice
Paoline
12 euro

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