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Giovedì 25 luglio 2024

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Crollo del viadotto di Fossano, il processo alle ultime battute

Per fare luce su cause e responsabilità di quanto avvenne sette anni fa. Intanto la Provincia conta i danni sulle strade di competenza

Fossano

La Guida - Crollo del viadotto di Fossano, il processo alle ultime battute

Con gli ultimi testimoni chiamati da parti civili e difese, si sta avviando a conclusione il processo che dovrà far luce sulle cause e sulle responsabilità del crollo del viadotto di Fossano avvenuto il 18 aprile 2017, miracolosamente senza vittime. A partire dal 1° luglio e nelle successive due udienze prima della sospensione feriale di agosto, accusa, parti civili e difese esporranno le proprie conclusioni prima della sentenza. Nell’ultima udienza il legale della Provincia (costituita parte civile in giudizio) ha chiamato a testimoniare l’ingegner Danilo Bruna, dirigente del settore Viabilità, in merito ai danni subiti dalla Provincia in seguito al crollo del viadotto: “Inizialmente abbiamo dovuto affrontare la chiusura totale del tratto stradale tra Fossano e Marene, poi parzialmente riaperto al traffico leggero. Lo smistamento di circa 500-550 veicoli pesanti giornalieri sulle provinciali 165 e 309 ha però causato un’accelerazione dell’usura di questi tratti stradali. Si tratta di circa 10 chilometri di strade sottoposte a una maggiore usura che ha comportato quasi il dimezzamento dei tempi di manutenzione ordinaria”. Il danno stimato è in continua evoluzione, perché ancora permangono queste condizioni di smistamento del traffico pesante, ed è stato quantificato in circa un milione di euro. Di carenza di personale ha invece parlato il geometra dell’Anas chiamato dalla difesa dell’ingegnere A. A., caposezione e direttore dei lavori: “Ero stato suo segretario per circa un anno. All’Anas c’era sempre carenza di personale rispetto alla mole di lavori da seguire. Il direttore non aveva a disposizione tecnici e assistenti per la presenza continuativa sui cantieri. Ora so che ci sono sette-otto assistenti impegnati sulla ricostruzione, ma all’epoca non era assolutamente così. Al centro manutenzione si dovevano occupare di circa 400-600 chilometri di strade su cui fare manutenzione, ogni caposezione doveva seguire una ventina di contratti contemporaneamente ed era impossibile garantire la presenza giornaliera su tutti i cantieri”. La prossima udienza è stata fissata al 1° luglio per la discussione dell’accusa e delle partici civili di Anas e Provincia; l’8 e il 15 luglio toccherà alle difese.

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