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Giovedì 18 luglio 2024

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Un cartoccio di vino al supermercato, l’accusa di rapina: condannato

L'uomo non pagò il prodotto, spintonò e minacciò personale del punto vendita, prima di essere fermato dalla Polizia

Cuneo

La Guida - Un cartoccio di vino al supermercato, l’accusa di rapina: condannato
Per aver rubato una confezione di vino da un euro nel supermercato In’S di via Vecchia di Borgo, O. J. (cittadino nigeriano senza fissa dimora) ha rischiato di essere condannato a cinque anni di carcere. Il 6 aprile dello scorso anno, girando fra gli scaffali del supermercato, il giovane aveva preso un pacco di pasta e una bottiglia di sugo. Aveva anche preso un brick di vino con il tappo danneggiato e alle commesse che erano lì vicino chiese se poteva prenderla senza pagarla. Al rifiuto delle due impiegate che gli spiegarono anche che avrebbe potuto prenderne una col tappo integro, il giovane iniziò a dare in escandescenze: “Mi prese per un braccio mentre la mia collega cercava di liberarmi dalla sua presa, poi mi ha lasciata ed è andato alla cassa”. Lì il giovane ripropose la sua richiesta al cassiere che confermò quanto già detto dalle altre due colleghe. O. J. allora si fece minaccioso e disse al giovane impiegato che se glielo avesse fatto pagare gli avrebbe spaccato la faccia. Per evitare che la situazione degenerasse il cassiere batté lo scontrino per la pasta e il sugo e il giovane uscì, raggiunto poco dopo dagli agenti della pattuglia di Polizia che nel frattempo erano stati chiamati. “Era entrato da Lidl e lo abbiamo fermato mentre girava per i corridoi – ha riferito uno degli agenti -, non fu collaborativo e si rifiutò di fornirci i documenti. Si fece minaccioso mentre cercava di scappare. Quando lo fermammo a terra cercò di mordermi la mano”. Così per un attimo di follia il giovane rischiava una condanna a cinque anni di reclusione, pena a cui si è avvicinata la richiesta dell’accusa, che concesse le attenuanti aveva chiesto al giudice la condanna a quattro anni. La difesa aveva invece chiesto una sospensione in attesa di un pronunciamento in merito alla questione di costituzionalità sollevata per il reato di rapina per il quale la riforma Cartabia non prevede il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. Il giudice ha condannato però l’imputato riconoscendo al tempo stesso la particolare tenuità del danno e ha condannato l’uomo a due anni e quattro mesi e 500 euro di multa.

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