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Giovedì 25 luglio 2024

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“Pedalando tra le aquile” nel sud della Spagna

La nuova avventura di Giovanni Panzera sulla catena Penebetica e sulla Sierra Nevada

Cuneo

La Guida - “Pedalando tra le aquile” nel sud della Spagna

Solo una tempesta a cui è stato dato il nome “Monica” poteva cercare di fermare la nuova avventura di Giovanni Panzera sulla catena Penebetica e sulla Sierra Nevada nel sud della Spagna. Tre giorni di tempesta con inondazioni, venti che superavano gli 80 km/h e neve a bassa quota. Poi come recita un detto che “dopo la tempesta viene sempre il sereno”, da Gibilterra (piccolo enclave inglese in terra di Spagna) Panzera è salito a cavallo della sua bicicletta Gravel – realizzata dall’azienda cuneese CBT Italia – e ha iniziato la sua nuova avventura, settimo capitolo dell’ambizioso progetto di “Pedalando tra le aquile”, un viaggio fatto di tanti  chilometri e tante salite.
“A dire il vero è tutto un saliscendi – spiega Panzera – anche quando non sono indicate come Puerti (equivalente ai nostri colli alpini). Pur non raggiungendo quote elevate come su altri massicci europei, non è raro trovare salite lunghe anche 8/10 km con pendenze severe che molto sono a doppia cifra. E se la strada transita in un paese allora attraversarlo significa mettere ‘le ridotte’ su pendenze che partono dal 10% in su, veramente spaccagambe”.
I Puerti hanno spesso nomi affascinanti come “Puerto del vento” che lasciano presagire che oltre alle pendenze c’è anche da affrontare il vento, che come i ciclisti sanno benissimo, è sempre contrario e aumenta sensibilmente le fatiche.
“In questa parte di Spagna, c’è molta escursione termica, al mattino partivo con una temperatura che si aggirava sui 7/ 8° e poi verso mezzogiorno arrivava a 27° – continua Panzera -. Sovente ho incontrato dei ciclisti che vedendomi carico con le mie borse mi chiedevano quali erano i miei progetti di viaggio e da dove venivo. La somiglianza della lingua italiana a quella spagnola ha agevolato il dialogo e, se anche con il fiatone per la salita ho raccontato del progetto di “Pedalando tra le aquile” e delle mie montagne che alcuni conoscono per esserci stati in vacanza. Al termine dei racconti una stretta di mano e una pacca sulla spalla quasi a sugellare un’amicizia che lega le montagne spagnole con le nostre montagne, una sorta di gemellaggio virtuale tra i paesini che attraverso e la mia amata Cuneo che quest’anno è ancora più internazionale essendo “città alpina”. Del resto la Spagna come l’Italia possiede una grande storia ciclistica con campioni che hanno scritto importanti pagine di ciclismo, quindi la passione per questo sport ci accomuna ancora di più”.

La prima parte del viaggio sulla Cordillera Penibetica ha regalato emozioni, qui la natura si fonde con la storia intrecciandosi in un mosaico di bellezza e fascino. La catena montuosa è caratterizzata da un ambiente affascinante, severo, brullo e dove le rocce di grigio calcare si afficano al verde di una natura rigogliosa. Campi di fiori gialli, coltivazioni di limoni e arance a perdita d’occhio e poi le piantagioni di olivi, coltivati su file ordinate, inerpicati su ripide colline. Caratteristici di questa zona sono i “pueblos blancos”, i paesi bianchi (che devono il loro nome al colore delle facciaste dipinta di bianco conn la calce allo scopo di resistere al calore dell’estate) arroccati sulle montagne che rendono il paesaggio davvero suggestivo e unico.
La seconda parte dell’avventura in terra di Spagna è proseguita con la scalata di Puerti (colli) e montagne dal grande interesse naturalistico e geologico. Uno di questi è stato “El Torcal de Antequera” uno dei fenomeni carsici più spettacolari d’Europa dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Nel tempo le rocce di origine carsica, sono state erose e la mano artistica della natura ha creato forme particolari, spettacolari e uniche. “Così anche la fatica per la ripida salita, è stata smorzata da un panorama mozzafiato – spiega Panzera -. La scelta di affrontarla di primo mattino mi ha premiato: nel silenzio totale, il lento procedere della bicicletta non ha disturbato i numerosi stambecchi iberici che non sono fuggiti e si sono lasciati fotografare e filmare. Simile a quello alpino, si differenzia principalmente dalla curvatura e dalla forma delle corna. All’arrivo ai 1224 metri del Torcal mi è sembrato di essere entrato a far parte di una storia fantastica, come in un romanzo di Tolkien. Sceso dal Torcal ho visitato Antequera la “Città dei 30 campanili”, una città ricca di storia millenaria dove chiese di diverse epoche si fondono con le antiche fortificazioni che servivano a difendere la popolazione dalle invasioni nemiche”.
“Pedalando tra le aquile” non è solamente un grande progetto sportivo, ma è anche un grande progetto culturale perché solo attraverso la conoscenza della storia, delle tradizioni e della gente è possibile una maggiore comprensione e condivisione di quegli autentici valori che da secoli legano le montagne e le popolazioni della nostra Europa.

Chilometro dopo chilometro, Puerto dopo Puerto i metri di dislivello sono aumentati sempre di più, i Puerti del Barco, del Sabar, del Legionario, il Boquete de Zaffarraya, sono solo alcuni dei nomi che sono entrati a far parte del libro delle salite di “Pedalando tra le aquile”, salite che spesso raggiungono e superano pendenze a doppia cifra. A far crescere le difficoltà è la temperatura che ha raggiunto i 30 gradi con punte di 35. “Parlando con la gente che ho incontrato mi è stato detto che per il periodo una temperatura del genere non era normale manifestandomi una profonda preoccupazione per quello che potrebbe comportare un’estate con queste prospettive – dice Panzera -. Alto è già il pericolo di incendi e ne ho incontrato uno affrontando la Carretera della Cabra, un luogo meraviglioso, paragonabile a quella che era, aimè, la nostra ex strada del Vallone in Valle Maira. Una strada storica, millenaria che come dice il nome – strada delle capre – attraversa una zona rocciosa molto impervia”. Costruita per migliorare i rapporti commerciali, su questo tortuoso percorso sono state scavate gallerie nella roccia strappando alla montagna una stretta e ripida strada. “Percorrere questi km. nella storia in bicicletta, al di là delle difficoltà altimetriche è stato straordinario” dice.

Salita dopo salita Panzera è entrato nel Parco Nazionale della Sierra Nevada per l’ultima entusiasmante terza parte. “Ho affrontato le ultime impegnative salite: il Portichuelo de Castaras, Trevelez, Alcazar, Puerto de los Blancares, Sierra Guejar e infine la salita a Sierra Nevada – continua -. Pendenze con una media dell’8% e numerosi tratti al 15% rese ancor più impegnative dal forte vento contrario che caratterizza queste zone. La salita a Trevelez mi ha portato a conoscere uno dei villaggi più alti della Spagna e famoso per il suo delizioso prosciutto crudo Jamon serrado. La sua aria limpida di montagna è l’ideale per realizzare questo prosciutto dal sapore dolce. Un’ attività che coinvolge tutti i suoi 600 abitanti che dalla fine dell’800 si dedicano a questa importante risorsa economica”.
La salita ad Alcazar de Venus si è rivelata particolare. Fuori dalle tradizionali rotte turistiche questo villaggio che in arabo significa “fortezza” è raggiungibile attraverso una ripida pista sterrata, cuore di una Spagna poco conosciuta.
“Per raggiungere il Puerto de los Blancares ho dovuto affrontare una salita lunga 20 km che forse ai più non dice nulla ma è uno di quei colli resi famosi agli appassionati per il passaggio della Vuelta de Spagna” spiega Panzera.

Ciliegina sulla torta la salita alla Sierra Nevada, che ha rappresentato il punto più alto raggiungibile in questo periodo invernale su strada asfaltata con i suoi 2350 metri di altitudine. Con l’arrivo alla Sierra Nevada si è conclusa questa avventura “Dallo Stretto di Gibilterra alla Sierra Nevada’’, 1050 km con un dislivello in salita di oltre 25.000 metri.
“E’ stato il 7° capitolo di questo ambizioso progetto che mi vede ambasciatore del cicloturismo cuneese nel mondo -, portando dal 2019 – il nome di Cuneo e delle montagne di Cuneo sulle montagne d’Europa. Dopo le Alpi, gli Appennini, i Pirenei, il Massiccio Centrale Francese, i Carpazi, i Monti Tatra, e le Alpi del Mare ora si è aggiunto questo nuovo tassello sulla catena montuosa Penibetica e sulla Sierra Nevada – dice Panzera -. Ancora una volta è stata l’occasione di presentare ai numerosi ciclisti incontrati per strada le salite di casa nostra, le bellezze di Cuneo città alpina e delle sue valli.  Questa avventura poi ha rivestito una doppia soddisfazione, in primo luogo per essere riuscito a portare a compimento questo nuovo capitolo e in secondo luogo perchè, dopo il problema fisico dell’estate 2023, la ripresa è stata totale ed è stato un importante stimolo per continuare il progetto che in estate ripartirà in direzione del Grande Nord sulla catena montuosa delle Alpi Scandinave. Un grazie come sempre ai miei compagni di viaggio che mi permettono di continuare la realizzazione di “Pedalando tra le aquile”: a partire dalla Merlo Group partner principale, che ha condiviso sin dall’inizio questo ambizioso progetto, grazie alla passione del compianto Cav. Amilcare e in seguito proseguito dai figli,  l’Atl del Cuneese che mi affianca nella promozione del nostro territorio, la famiglia Ricca della Thor di Busca,  la Cbt Italia, la Confartigianato di Cuneo, l’Ancos, Cuneo città alpina e tutti i media che da sempre con attenzione seguono questi viaggi. Non ultimo a mio fratello Teresio che con grande professionalità – attraverso le fotografie e i filmati – trasforma le mie emozioni in immagini e racconti e che diventeranno nuovi documentari”.

     

 

 

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