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Giovedì 25 luglio 2024

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Nei dettagli degli affreschi profondi contenuti di fede

“L’infanzia di Gesù nell’arte cuneese”: temi teologici a sfondo di molte produzioni artistiche locali

La Guida - Nei dettagli degli affreschi profondi contenuti di fede

L’invito a riscoprire le ricchezze artistiche del Cuneese passa non attraverso grandi nomi, bensì sui colori e le forme scaturite dalla sensibilità di artisti spesso rimasti ignoti. La provincia ha da questo punto di vista un ricco repertorio di immagini che l’autore Piergiuseppe Bernardi affronta non con l’intento di offrire un panorama generale, ma per scoprirvi precise linee tematiche e, di riflesso, il dialogo che le immagini intrattengono con chi le guardano.

È dunque un compito ben più impegnativo del solo repertorio artistico. Si tratta non di muovere da singole opere per analizzarle, bensì, viceversa, da alcuni temi cercando le modalità attraverso cui hanno trovato espressione. Secondo questa metodologia di approccio l’autore restituisce all’affresco la sua capacità comunicativa di contenuti che vi soggiacciono. Nel fare ciò l’autore ha considerato le tematiche relative all’infanzia di Gesù così come si sono espresse nel periodo tardomedievale nel Cuneese.

In questa prospettiva l’autore sottolinea anche la finalità di rendere giustizia ai pittori cosiddetti “minori”. Sono artisti che operano nelle aree periferiche, che non hanno potuto godere di privilegiate condizioni geografiche, economiche, politiche come altri personaggi divenuti illustri altrove. Non per questo però questi artisti “di provincia”, possono essere liquidati con giudizi sbrigativi.

Anzi, l’autore ravvisa in loro il prezioso lavoro di farsi portavoce delle arti figurative nelle zone periferiche dove la cultura artistica dei grandi centri propulsori certo non sarebbe altrimenti arrivata. È una diffusione che oggi si direbbe “in profondità”, capace di coinvolgere nello sforzo comunicativo masse di popolazione per lo più analfabete, ma aperte all’esperienza di fede che l’immagine suggerisce.

È così chiaro un secondo aspetto della ricerca che ribadisce che non si tratta di abbellimento di edifici, bensì di comunicazione di contenuti. Arte divulgativa, ma certo non superficiale se dietro ogni affresco c’è una consapevolezza culturale e di fede che l’autore si preoccupa di trasmettere.

Si struttura così ogni capitolo. La prima parte identifica il tema portante e ne ravvisa le basi nei testi biblici o della tradizione cristiana. La seconda, più ampia e sorretta da un chiaro repertorio fotografico, trova nei particolari degli affreschi l’espressione di queste acquisizioni. Le coordinate scritturistiche prendono letteralmente forma nei personaggi, nelle situazioni. Si pensi al concepimento di Gesù, al tema della sterilità, al mistero della nascita, al ruolo di Giuseppe di cui ben poco viene detto nei testi sacri, all’eccezionalità di questo bambino che nasce.

Temi tutti che la pittura si incarica di esprimere attraverso forme, colori, situazioni. Così facendo mette in dialogo la fede con la vita che quotidianamente incrociava queste immagini. Un approccio che diventa principio metodologico di ricerca. In una prospettiva iconologica viene evidenziata “proprio la relazione tra le opere considerate e il contesto socio-religioso in cui si radica l’immaginario da cui esse sono scaturite”.

Alla lettura di queste analisi non può neanche sfuggire la nota, velatamente polemica, che, nel descrivere le produzioni artistiche, chiama in causa la latitanza di “un’efficace sistema turistico-culturale in grado di renderle concretamente fruibili”. Artisti relegati a un’ingiusta “minorità” cui il libro cerca di dare un primo riconoscimento culturale.

L’infanzia di Gesù nell’arte cuneese

di Piergiuseppe Bernardi

Editrice Primalpe

euro 25

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