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Venerdì 21 giugno 2024

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Lettera aperta alla Sinistra

La pace è sempre da ricercare, con costanza, in ogni situazione e circostanza, ma non a scapito di tutti gli altri diritti umani

Due carri armati in UcrainaRiceviamo e pubblichiamo:

“Cari amici, anzi, più che amici: cari alleati di speranze e ideali per un mondo meno ingiusto,
vi scriviamo in affetto e fratellanza perchè conosciamo il vostro cuore, mosso da sentimenti onesti e sinceri, e sappiamo che non agite in base a interessi privati o altri tornaconti personali, ma cercando di dare un vostro contributo al progresso umano di questa nostra società.
Ma vi scriviamo ora perché l’impressione è che non riusciamo più a comprenderci reciprocamente. E tra amici e fratelli, chiarire le proprie idee spesso stimola un altrettanto schietto chiarimento, e spesso muove a nuova e più profonda fraternità.
Abbiamo sempre pensato che essere “di sinistra” volesse dire essere – senza rinunciare alla dovuta equità e giustizia – attenti e vicini a coloro che sono i più “deboli” nella società, coloro che vengono fatti oggetto dello sfruttamento altrui, coloro che non hanno la possibilità di difendersi dai torti che subiscono, coloro che vengono sempre schiacciati, in mille modi, soltanto perché si trovano a vivere negli ultimi posti della scala sociale, coloro “che perdono sempre e non vincono mai”, che “pagano sempre e non sono mai potenti” (G. Bouchard).
Noi oggi vi vediamo essere così, come sopra descritto, nelle questioni sociali italiane, ma non vi vediamo essere così, come dovreste essere, di fronte al conflitto in corso in Ucraina! E non comprendiamo perchè!
Dite che non bisogna inviare armi all’Ucraina, ma che bisogna “trattare”. Ma sapete bene che il “non inviare armi” non significa garantire che nessuna delle due parti in conflitto sia dotata di armi (che sarebbe assolutamente la cosa giusta da fare, se fosse possibile) ma significa negarle esclusivamente agli Ucraini, impedendo loro in questo modo di difendersi da una tra le più spietate e feroci aggressioni militari dal dopo-guerra ad oggi. Quando gli americani hanno a suo tempo aggredito in modo praticamente identico il Vietnam, abbiamo tutti protestato e manifestato per anni contro quella guerra criminale. Ma abbiamo protestato contro l’aggressione del Vietnam da parte degli americani, non abbiamo mai “manifestato contro la Russia e la Cina affinchè non mandassero armi al Nord-Vietnam per difendersi” (Milena Gabanelli). E quando Hitler e Mussolini hanno aggredito militarmente la Spagna libera e repubblicana, i nostri nonni, dove hanno potuto, sono andati in Spagna a combattere a fianco degli aggrediti, e non hanno protestato contro la Francia e l’Inghilterra affinchè non fornissero armi alla Spagna libera per difendersi!
Tutti noi vogliamo che “le armi tacciano” in Ucraina e “si dia luogo a trattative”. Ma per “trattare” bisogna che le due parti contendenti siano entrambe “vive”, e non una “viva”, e l’altra “sottoterra” (e non è una metafora, purtroppo: ci stiamo riferendo alle decine di migliaia di civili trucidati dai russi e seppelliti nelle fosse comuni di Bucha e a molti altri luoghi nei territori ucraini che sono stati – anche soltanto per breve tempo – “pacificati” dai soldati russi.)
E inoltre, affinché le trattative siano vere e autentiche (e non “finte” trattative, nelle quali Putin tiene saldamente in mano i territori che ha conquistato militarmente, predeterminando in questo modo una situazione che non può che sfociare, presto o tardi, nell’accettazione di fatto, dello “stato delle cose”, proprio come è, alla fine, accaduto con il Tibet), sarebbe necessario che entrambe le parti in conflitto ritirassero i loro eserciti dai territori contesi, che questi territori venissero affidati ad una amministrazione provvisoria fiduciaria e indipendente, e che si istituisse una sorta di tribunale internazionale super- partes incaricato di decidere con giustizia sul destino di quei territori… E voi credete sul serio che, non inviando più armi e munizioni in Ucraina, Putin, ora in grado finalmente di schiacciarla completamente nel giro di poche settimane, possa essere ancora disposto a trattare?
Come è possibile che pensiate che possa essere “di sinistra” cercare di impedire che una popolazione aggredita militarmente da uno dei più spietati regimi oligarchico-capitalistici di questo pianeta si possa difendere?
Alcuni pensano che vi comportiate in questo modo perchè riteniate (sentimentalmente) che la Russia rappresenti ancora una sorta di “baluardo” contro l’imperialismo americano… Ci rifiutiamo davvero di credere che voi possiate vedere in Putin (forse attualmente il più ricco tra i capitalisti di questo pianeta, e sicuramente il più spietato, che da 20 anni provoca morte e distruzioni con continue aggressioni a tutti i paesi limitrofi e fa trucidare tutti i giornalisti che ne parlano) un “compagno che sbaglia”, solo perchè da giovane, quando era nel KGB, è stato iscritto al Partito Comunista, e adesso ha fatto issare le bandiere rosse, con la falce e il martello, sui carrarmati che invadevano l’Ucraina!
Altri pensano che voi crediate che la Russia si stia soltanto “difendendo” dalle “provocazioni” della Nato… È una “provocazione della Nato” il fatto che gli Ucraini, nel 2014 abbiamo voluto liberarsi da un governo dittatoriale e corrotto, amico di Putin, e siano rimasti per tre mesi in piazza a Kiev, in pieno inverno, senza armi, a farsi ammazzare dai soldati di quel regime?… Da che parte doveva stare, in quella piazza, un cuore, per essere davvero “di sinistra”? Ed è una provocazione della Nato il fatto che le popolazioni dei Paesi Baltici, molto memori sulla propria pelle di cosa era l’occupazione russa, appena hanno potuto farlo siano scesi in piazza in massa, a chiedere con manifestazioni oceaniche l’adesione alla Nato (in un momento, oltretutto, in cui anche la Russia stessa sembrava prendere in considerazione la stessa cosa)?
Altri pensano, invece, che il motivo per cui non volete che gli ucraini possano difendersi, è da ricercare nelle brutali aggressioni commesse dagli Stati Uniti nella Storia recente (Vietnam, Cile, Nicaragua, Grenada, Afghanistan, Iraq…) Ci rifiutiamo di crederlo! Come può una persona che ha un cuore “di sinistra”, voler lasciare che un popolo intero venga massacrato in quel modo, da uno dei peggiori sistemi di potere fascista del pianeta, solo per il piacere di “fare un dispetto” agli americani (anche se pienamente colpevoli di tutte le aggressioni sopra citate)… Siccome gli americani hanno stuprato quei paesi, allora è giusto che Putin lo faccia anche un po’ lui?
Non crediamo e non vogliamo credere a tutto questo.
Presumiamo invece che sia una (giusta) “cultura della pace” in cui (grazie a Dio!) la sinistra in Italia è cresciuta e si è radicata da oltre 40 anni a questa parte, a produrre una (giusta) avversione generale alle armi e alle guerre. E noi siamo assolutamente felici e riconoscenti che si sia affermata e radicata questa “cultura della pace” nella sinistra italiana, perché questo ha contribuito ad allontanare il nostro Paese dai tempi molto brutti in cui vi erano dei D’Annunzio con i loro irredentisti che marciavano per le strade in Italia per invocare l’aggessione militare di uno stato confinante, e in cui vi era, negli stessi anni, una SPD in Germania, che è addirittura stata capace, nel 1914, di votare al Parlamento tedesco a favore della guerra!!
Ma la “pace”, per quanto sia uno dei valori più alti dell’Umanità, non è “Dio”! Non è una divinità sull’altare della quale dover sacrificare, sempre e in ogni caso, qualsiasi altro valore umano: la giustizia, la libertà, la dignità umana, la libertà di coscienza, l’assenza di ogni schiavitù e di sfruttamento… compreso addirittura – come nel caso ucraino – il valore della “sopravvivenza”, pura e semplice, delle persone. Non vi è alcun dubbio che la pace è sempre da ricercare, con costanza, in ogni situazione e circostanza, ma non a scapito di tutti gli altri diritti umani!!
Vi preghiamo di riflettere nelle vostre coscienze su qual è il motivo vero per cui non volete che gli Ucraini possano difendersi da questa aggressione.
Perché il vostro chiedere di non concedere armi e munizioni agli ucraiani per difendersi, rischia di finire con il saldarsi in un fronte unico con i tanti “amici” in Italia di Putin e ammiratori del suo sistema di governo (come Berlusconi e Salvini e tutti i loro similari e seguaci) che stanno chiedendo esattamente la stessa cosa, e rischia di saldarsi in un fronte unico con i tanti “egoisti” nel nostro paese che non vogliono inviare armi agli ucraini perché per loro Putin può fare quello che vuole, l’importante è che loro non perdano nessuna delle comodità di vita cui si sono abitati, e rischia di saldarsi infine con i tanti che temono che Putin possa usare la bomba atomica contro l’Italia, e per questo non vogliono inviare armi agli Ucraini.
E questo “fronte”, molto numeroso, rischia sul serio di portare il nostro Paese a non fornire più aiuto militare all’Ucraina! Con la conseguenza di incoraggiare Putin a continuare le sue aggressioni e il suo genocidio, e magari ad estenderlo anche ad altri paesi nei confronti dei quali ha già pubblicamente proclamato il suo “appetito” (la Moldavia, la Georgia e gli Stati Baltici) e di scoraggiare ed indebolire invece coloro che intendono arrestare tutto questo!”.

Mario Frusi, Angelo Fracchia, Franco Lamensa, Alberto Romussi, Davide Bonino, Vittorio Bernocco.

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