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Mercoledì 17 luglio 2024

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Caccia, animalisti e ambientalisti: “Non si spari ad allodole e tortore”

Lettera di "diffida formale" dal Tavolo Animali & Ambiente ai vertici della Regione per l'esclusione dall'elenco delle specie cacciabili nel prossimo calendario venatorio

La Guida - Caccia, animalisti e ambientalisti: “Non si spari ad allodole e tortore”

Torino – Allodola e tortora vengano esclude dalle specie cacciabili in Piemonte: la richiesta viene in modalità di “diffida formale” da parte del Tavolo Animali & Ambiente, costituito dalle principali associazioni ambientaliste e animaliste del Piemonte (Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Oipa, Pro Natura e Sos Gaia). Il Tavolo Animali & Ambiente ha inviato la diffida al presidente della Regione Alberto Cirio e all’assessore regionale alla caccia Marco Protopapa, per l’esclusione dall’elenco delle specie cacciabili per la prossima stagione venatoria. Allodola e tortora sono infatti riconosciute come specie “in cattivo stato di conservazione” (i numeri dell’allodola – nella foto – sono dimezzati nel nostro Paese negli ultimi vent’anni), sottolineando gli animalisti. “Di conseguenza, l’Unione Europea chiede che il prelievo venatorio sia consentito solo a seguito della predisposizione di appositi piani di gestione. Questi prevedono misure stringenti, che consentono una caccia limitata e solo a seguito dell’adozione di svariate misure di miglioramento dell’habitat in cui le specie vivono. La Regione Piemonte non ha adottato che in minima parte le prescrizioni del piano relativamente all’allodola, mentre, di concerto con tutte le altre Regioni italiane, si è rifiutata di approvare quello per la tortora. In queste condizioni le associazioni ritengono che non sussistano i presupposti per aprire la caccia alle due specie, in primo luogo per ovvi motivi di salvaguardia della fauna selvatica e della biodiversità da essi rappresentata, ma anche per non esporre lo Stato Italiano a procedure di infrazione delle norme comunitarie che potrebbero portare a pesantissime sanzioni. Oltre che alla solita figuraccia in campo europeo”.
“La Regione Piemonte – concludono le associazioni firmatarie – si è distinta in questi ultimi anni per sostanziali e immotivate concessioni al mondo venatorio. Riteniamo sia ora di cambiare rotta e anteporre le istanze di tutela dell’ambiente a quelli di un piccolo, purché potente, gruppo di pressione ormai del tutto avulso dai tempi e dalla sensibilità corrente”.

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