Cuneo – “Vi lodo per la costanza e fortezza degli animi, la concordia, l’unione, la vigilanza, la diligenza, la capacità di sopportare le fatiche e gli assalti, comportandovi da grandi, valenti e virtuosi uomini”. Così Emanuele Filiberto di Savoia scriveva nel 1557 ai cuneesi per ringraziarli del valore dimostrato durante l’assedio dei francesi. Riconoscenza che non si fermò solo alle parole. Nel gennaio del 1559, infatti, il duca firmò un diploma con il quale diede a Cuneo il prestigioso titolo di città e il privilegio di inserire, nello stemma comunale, anche lo stemma personale di Casa Savoia e il motto “Ferendo”. La “Cronaca di Cuneo” di Giovanni Francesco Corvo racconta che il 29 settembre 1560 Emanuele Filiberto venne in visita in città, dove, in compagnia della consorte, Margherita di Valois, si fermò diversi giorni. Ad accoglierlo un arco di trionfo, posizionato nei pressi dell’attuale Duomo, con su scritto “Cuneo fide par Sagunto, fortuna superior”. La frase, entrata nello stemma comunale, significa: Cuneo per fedeltà (ai Savoia) è pari a Sagunto (città spagnola che rimase fedele a Roma durante l’attacco dei Cartaginesi), ma come valore è superiore (perché Sagunto fu espugnata, mentre Cuneo resistette).Oggi, dmenica 17 luglio, una settantina di figuranti nei costumi di Fiorenza Rastello ridarà vita a questa visita, nella rappresentazione storica organizzata da Promo Cuneo con il coordinamento di Roberto Punzi. L’elaborazione dei testi e la narrazione sono affidate a Giovanni Cerutti. La rievocazione inizierà alle 17 in piazza Galimberti, per concludersi alle 19 di fronte al Municipio.




