Cuneo, la vicinanza del Comune Il capoluogo esprime vicinanza a Nizza per l’attacco terroristico di ieri sera: “La Città di Cuneo – si legge in una nota inviata poco fa dal Comune – vuole esprimere vicinanza a Nizza, città gemellata, per la tragedia che ieri sera ha colpito la capitale del Dipartimento delle Alpi Marittime. L’home page del sito istituzionale è stata listata a lutto, con la frase ‘Cuneo, città gemellata, è vicina agli amici di Nizza’, mentre una bandiera francese è stata esposta all’ingresso del municipio”. Anche il sindaco del capoluogo e presidente della Provincia, Federico Borgna, ha voluto esprimere al primo cittadino Philippe Pradal la vicinanza sua e di tutta la nostra città: “Sono sgomento per il gravissimo attacco terroristico che ieri, nel giorno della festa nazionale, ha colpito la città di Nizza. Si tratta di un atto di estrema gravità nei confronti di una città gemellata con Cuneo, con la quale i rapporti di amicizia e collaborazione sono particolarmente intensi. A nome della città di Cuneo e mio personale desidero esprimere un segno di sincera vicinanza a Lei e alla città di Nizza in un momento drammatico non solo per la Francia ma per l’Europa tutta”. Pd: “Non è sempre vero che ‘The show must go on’…” Il gruppo consiliare del Partito Democratico scrive che “invita il Signor Sindaco a valutare l’ipotesi di sospendere in segno di lutto le previste manifestazioni. Sarebbe veramente un segno di composto dolore e fraterna vicinanza. Cuneo è gemellata con Nizza da tantissimi anni. Il gemellaggio è segno di pacificazione dopo la vile aggressione dell?Italia fascista alla Francia Repubblicana nel 1940, quando i nazisti erano già a Parigi. La Città di Cuneo, medaglia d’oro alla Resistenza, dia segno di fraternità facendo vivere lo spirito della Europa democratica che nacque anche grazie al 14 luglio 1789. Non è sempre vero che ‘The show must go on’…”. Don Flavio Luciano, direttore dell’ufficio regionale per la pastorale sociale e del lavoro, ha postato su Facebook: Questa mattina, pensando a Nizza, a Mosul, alla Puglia, a Gaza, alla miseria in Italia, Romania, Congo, alle innumerevoli vittime delle ingiustizie, delle guerre, della fame, delle tante terre dei fuochi, mi fanno bene le parole di Francesco (LS 205): “Eppure, non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale che venga loro imposto. Sono capaci di guardare a sé stessi con onestà, di far emergere il proprio disgusto e di intraprendere nuove strade verso la vera libertà. Non esistono sistemi che annullino completamente l’apertura al bene, alla verità e alla bellezza, né la capacità di reagire, che Dio continua ad incoraggiare dal profondo dei nostri cuori. Ad ogni persona di questo mondo chiedo di non dimenticare questa sua dignità che nessuno ha diritto di toglierle”. E mi ritrovo a ripetere lo scritto straordinario di Mazzolari “CI IMPEGNIAMO”… ognuno faccia la sua parte e facciamola insieme… Andrea Olivero, viceministro alle Politiche agricole, ha affidato a una nota le sue reazioni: “La drammatica strage di Nizza ci fa comprendere, ancora una volta, quanto sia necessario affrontare questi tempi con un nuovo spirito unitario. Il vergognoso attacco a bambini e famiglie in festa – a pochi chilometri dalle nostre città e in uno dei luoghi più amati da noi tutti – mostra la barbarie di chi vuole distruggere il nostro mondo. Ma soprattutto indica l’obiettivo: annichilirci, dividerci, renderci diversi da ciò cui la nostra cultura ci ha portato ad essere. La paura spesso genera mostri e l’insicurezza ci fa chiudere in noi stessi. Oggi, di fronte a questa ennesima strage da parte di gente formata solo all’odio e alla distruzione, non dobbiamo scoraggiarci. Insieme ai nostri fratelli nizzardi continuiamo a credere nella triade della civiltà: liberté, egalité, fraternité. È ciò per cui ci uccidono, ma è pure il motivo per cui saranno sconfitti”. Luca Lazzari, in una riflessione sul sito 1.000 miglia “La storia non è la storia, è l’insieme simultaneo di milioni di storie”. Tante storie ci hanno lasciato ieri sera sulla Promenade des Anglais. Un giorno ci ricorderemo solo del numero delle vittime, non delle loro storie, ma analizzeremo ogni singolo dettaglio di chi guidava quel tir bianco, asfaltatore di tante vite.Con il coraggio e la forza espressi da un marito vedovo dopo il Bataclan, nonostante non si trovi neanche la forza per parlare, certi avvenimenti non sono degni di fermare l’essere umano nel compiere la sua vita. Richiamano l’essere umano all’umanità, alla vicinanza, al coraggio di rialzarsi.





