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Mercoledì 13 maggio 2026

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Intervista a Paolo Conte

La Guida - Intervista a Paolo Conte

Nel 1990 comprai LP Parole d’amore scritte a macchina. Non conoscevo più di tanto Paolo Conte, ma quell’autore mi affascinava, non so nemmeno bene perché. In casa il mio giradischi era rotto, e quindi ascoltai il vinile dallo stereo di un amico. Mi si spalancò un mondo, musicale e letterario. Fin da subito Paolo Conte mi apparve come un artista unico, molto diverso dagli altri. La musica americana, il jazz (che avevo appena iniziato a conoscere), il tango, la Francia, la musica popolare e un senso di antico, confluivano in quell’autore. E i suoi testi erano canzoni popolate di pagode e dirigibili: non trovavo la solita rima “cuore – amore”, ma piuttosto “bovindo” con “tamarindo”, tutto recitato su un “palcoscenico pleistocenico”, che è anche “preistorico” e poi “galvanico”. Crebbe il desiderio di conoscere le sue canzoni, il suo mondo. Con una parte dello stipendio di un lavoro estivo, nel ’91 acquistati il doppio LP Aguaplano e il libro Razmataz, prima stesura del testo e delle illustrazioni di un progetto ambizioso dell’avvocato di Asti, rilanciato con un CD e un DVD nel 2001. Ricordo che dopo averlo ordinato, quando andai a ritirare il libro (per le mie possibilità economiche di allora, costoso), la titolare della libreria si complimentò con me per quella scelta. E nel 1992 (11 marzo, conservo ancora il biglietto), dalle ultime file della galleria del teatro Fiamma, vidi la titolare della libreria che dalle prime file della platea applaudiva entusiasta al concerto cuneese di Conte. Scoprii sempre di più un artista affascinante e completo (pittore, musicista, paroliere), stimato in tutto il mondo. Nel 2002 un amico mi regalò un concerto al teatro Smeraldo di Milano, dove all’orchestra di Conte si affiancavano delle coriste: grande musica di un’orchestra che guidata dal suo Maestro, andava elegante. Per il Natale del 2003 prendo coraggio e con un pizzico d’ingenuità invio all’avvocato di Asti un biglietto d’auguri, scrivendo che se ai tempi di Azzurro ricordava i pomeriggi trascorsi all’oratorio e lamentava il non avere neanche un prete per chiacchierare, oggi un prete cuneese gli manifestava stima e gratitudine. E a quegli auguri, Paolo Conte rispose. Così, un semplice carteggio natalizio, annualmente ripetuto, piccolo segno di un’amicizia, offre oggi questa intervista.Ringrazio Paolo Conte per la generosità e la disponibilità mostratami in questi anni. Lo ringrazia il giornale La Guida che per i 70 anni ospita, tre le sue pagine, un grande artista. A dire grazie è anche la terra cuneese, che al Maestro ha offerto musicisti (Claudio Dadone, Leo Martina, Renzo Marino, Jino Touche, Bruno Astesana).Su La Guida di giovedì 12 maggio l’intervista completa.A conclusione della chiacchierata, abbiamo chiesto a Paolo Conte, grande esperto di enigmistica, di regalare ai lettori de La Guida un gioco linguistico. Questo è ciò che ci ha lasciato: http://www.laguida.it/Cultura/Un-crittogramma-di-Paolo-Conte-per-i-lettori-de-La-Guida

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