Savigliano – Venerdì 22 aprile quattro ragazzi disabili che frequentano il centro diurno “Eta Beta” del Consorzio Monviso Solidale di Savigliano sono stati docenti per un giorno: di fronte agli studenti del primo anno dell’Interfacoltà per Educatori Professionali, nei locali dell’Università di Savigliano, hanno sintetizzato in una lezione accademica i risultati di un lavoro settimanale che portano avanti dal 2013. “L’abbiamo chiamato Gruppo Consapevolezza – ci racconta Francesca Canale, una delle educatrici del centro diurno -. Si tratta di una delle molte attività proposte qui all’Eta Beta. È un gruppo che si riunisce ogni settimana con un tema diverso: si parla, si scrive, sia in una dimensione individuale che di gruppo. Attraverso il racconto di sé i ragazzi sviluppano conoscenza e consapevolezza su sé stessi e sugli altri e lo fanno riconoscendo loro stessi come protagonisti attivi, cosa spesso dimenticata per la condizione di dipendenza correlata alla disabilità”. Durante la lezione, oltre a proiettare il video “Sul binario del destino”, girato e prodotto dal centro diurno, i quattro “insegnanti” hanno letto la propria scheda autobiografica, frutto del lavoro all’interno del gruppo. Ecco qualche loro frase: “Da piccina ero bella, a scuola avevo una signora che stava a fianco a me, mi diceva stai zitta!”; “Vorrei vivere in nave per trovare il tesoro e quando lo trovo vado al mare e mi compro un panino con il prosciutto e lo mangio sulla spiaggia”; “Il mio sogno è diventare operatore così posso entrare nell’ufficio e fare la riunione con loro”; “Non godo di come sono: la vita di una Susanna (nome di fantasia) disabile è molto dura”. Di certo un approccio intelligente e innovativo, quello di chi ha voluto fortemente questa giornata. Servirebbe a tutti riflettere sul fatto che ad esempio non tutti i ragazzi down siano per forza allegri e sorridenti o che la prima immagine che ci evoca la parola “disabilità” non debba necessariamente essere una carrozzina. “Stiamo facendo passi avanti, ma le stereotipie sul mondo della disabilità sono ancora molte, troppe – spiega Carla Cravero, responsabile del centro Eta Beta – I desideri e i sogni dei nostri ragazzi sono molto più ricchi, originali, sani, divertenti dell’immagine che spesso la società ha di loro. C’è chi vorrebbe mangiare tanta pizza o essere Peppa Pig, ma anche chi ballerebbe fino a perdere i sensi, chi farebbe lo spogliarellista, chi vorrebbe essere Leonardo di Caprio e chi sogna il proprio matrimonio in chiesa”.“Qual è la cosa più importante che avete insegnato oggi? – chiediamo a Nicola (nome di fantasia) – Che siamo persone da aiutare, ma siamo normali. Non giudicateci per cosa facciamo, ma per ciò che potremmo fare con il vostro aiuto”.Il video “Sul binario del destino” è disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=HOCwMRnggRUIn allegato la testimonianza di Susanna (nome di fantasia): susanna (pdf – 964,34 kB)




